La produzione dei beni di consumo ogni anno impiega risorse, che purtroppo non sempre vengono riutilizzate. Sostanze che, anche se disponibili in natura, un giorno, saranno esaurite. Per questo sono importanti e necessarie l’economia circolare che limiti gli sprechi, ed il riciclo dei rifiuti. Per questo, oggi 18 marzo 2019 si celebra la Giornata mondiale del riciclo, per sensibilizzare e rendere consapevoli i governi ed i cittadini su un problema tanto grande quanto importante. Ogni anno vi è un sovrasfruttamento delle risorse, che oltre ad esaurirle, contribuisce all’ingente produzione dei rifiuti, i quali è difficile smaltire.

Una mossa vincente per l’ambiente

La Giornata mondiale del riciclo si celebra oggi per la seconda edizione affinché le nuove generazioni, grazie alle tecnologie innovative promuovano il riciclo del futuro, per garantire alla Terra un futuro più verde. La salvaguardia dell’ambiente non è l’unica nota positiva che questo processo può creare. A esempio, nuovi posti di lavoro grazie ai nuovi impianti, ricchezza e valore ma soprattutto riduzione di inquinamento e gas serra. A promuovere questa giornata, la neonata Fondazione globale per il riciclo che considera i materiali riciclabili come una nuova risorsa naturale. Nonostante la situazione particolare del nostro Paese, l’Italia è uno degli Stati europei più coinvolti nella raccolta differenziata. Questo è un dato di fatto considerando l’efficienza nell’uso delle risorse e l’innovazione nella produzione e gestione dei rifiuti.

L’Italia tra i Paesi più all’avanguardia per l’economia circolare

Secondo il Consorzio Conai, nel 2017 l’Italia avrebbe raggiunto un dato importante: il 55% in più di raccolta differenziata. Un tale dato mostra che il 67% del materiale consumato è stato successivamente riciclato e riutilizzato. Così, si è impedito l’uso di nuove risorse e di nuove spese che ne derivano; e permettendo un ingente risparmio sullo smaltimento dei rifiuti. In questo modo, il nostro Paese ha superato anche l’obiettivo della nuova direttiva europea, che prevedeva di raggiungere il 65% entro il 2025. Nonostante tutto però, l’Italia ha evidenziato forti ritardi e modalità non adeguate riguardo la gestione della normativa per la cessazione della qualifica del rifiuto; per questo il Ministro dell’ambiente ha elaborato nuovi decreti pronti per essere messi in atto: il riciclo di 54 milioni di tonnellate di rifiuti l’anno.

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