Global Strike For Future è una manifestazione contro l’inquinamento, pensato per fare la differenza e salvare il nostro Pianeta, ormai quasi alla deriva. Secondo il report dell’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change), se non fermiamo in tempo il cambiamento climatico ci sarà un punto di non ritorno. Con il ritmo attuale, infatti, si rischia di superare la temperatura media globale di 1,5 C° e di mettere in modo meccanismi irreversibili (come lo scioglimento del permafrost). A quel punto non ci sarà intervento che tenga. Per evitare tutto ciò è necessario ridurre entro il 2030 le emissioni di Co2. Dunque, ci restano 11 anni per realizzare qualcosa di concreto.

Global Strike For Future, in piazza per difendere il futuro del Pianeta

Il 15 marzo 2019 è la data prevista per l’evento: chiunque abbia voglia di partecipare, sosterrà una causa importante per il nostro Pianeta. Legambiente si appella alla comunità per scendere in piazza e far sentire la propria voce, così come ha fatto la sedicenne Greta Thunberg con il suo discorso in occasione della Conference Of the Parties 24. L’attivista svedese si era appellata soprattutto ai potenti e alla loro indifferenza, e lo ha fatto di nuovo, qualche giorno fa, di fronte ai membri dell’Unione Europea.

Purtroppo, le politiche mondiali non sono ancora giunte ad un punto d’incontro per contrastare i mutamenti climatici, ed l’accordo di Parigi potrebbe esserne il punto di partenza. “E’ quindi importante unirci e contribuire alla nascita di un movimento il più ampio e trasversale possibile che porti sempre più persone a chiedere ai Governi di agire, e farlo in fretta” si legge sul sito dell’associazione. L’urgenza di questa manifestazione risiede nel fatto che non abbiamo più molto tempo da perdere. E’ necessaria, dunque, un’iniziativa dal basso, come il Global Strike For Future, che insieme ai Fridays For Future, sono nati dalla protesta di Greta Thunberg e sono un passo verso il cambiamento.

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