Un terzo della nostra frutta è “contaminata” da pesticidi, in quanto ne presenta tracce, anche se entro i limiti di legge. La frutta e gli ortaggi italiani hanno, in ogni caso, una presenza di pesticidi minore rispetto a quella importata dall’estero: il 4% dei prodotti ne possiede tracce. Questi dati provengono dal dossier annuale di LegambienteStop Pesticidi, che attraverso l’informazione vuole promuovere un’agricoltura improntata al biologico e meno dannosa.

Pesticidi nella nostra frutta: i rischi, le alternative

Per far sì che ci siano prodotti agricoli di standard elevati, e soprattutto per proteggerli dall’attacco di insetti, che potrebbero rovinare le colture, vengono utilizzati i pesticidi. Questi finiscono sulla frutta e gli ortaggi, fino ad arrivare sulla nostra tavola. Purtroppo il loro impiego è costante, nonostante ci siano metodi alternativi come le corrette pratiche di gestione agronomica.

La legislazione europea

Tuttavia, il vero problema è la legislazione europea, che consente la presenza di queste quantità di pesticidi. Infatti, è il residuo di ogni sostanza (multiresiduo) che deve rimanere entro certi livelli, e di conseguenza non viene considerato l’ammontare dei residui di tutte le sostanze. Dunque, le dosi di questi prodotti fitosanitari usati dalle aziende agricole sono ancora molto alte, stando a quanto verificato dai laboratori regionali. Il multiresiduo, oltre ad essere più frequente del monoresiduo (residuo di una sostanza sola), è anche più dannoso. Infatti, le combinazioni e le interazioni di diversi principi attivi tra loro possono provocare effetti additivi o sinergici a danno del nostro organismo.

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Frutta a rischio

La frutta è la categoria dove sono stati individuati più pesticidi che altrove. L’1,7% è fuorilegge ed un buon 60% presenta tracce multiresiduo. Solamente il 36% dei campioni analizzati è privo di sostanze nocive. Il rapporto di Legambiente fa riferimento all’analisi svolta nel 2017, e si stima che nell’arco di dieci anni (2007-2017) la frutta con percentuale irregolare sia passata dall’1% all’1,3%. I campioni di prodotti provenienti da agricoltura biologica esaminati, invece, non hanno presentato tracce di pesticidi.