La moda sostenibile è ormai ampio dibattito tra le case di moda più all’avanguardia. Non tutte però hanno deciso di intraprendere una strada tutta verde. Alcuni marchi noti, invece, hanno introdotto l’etica nelle loro mission aziendali.

Da Stella McCartney, sostenitrice del cruelty-free e delle pellicce sintetiche, a Vivienne Westwood, sono molte le maison di moda che scelgono il sostenibile. Che lo facciano dal loro esordio o più tardi, dopo un percorso di sensibilizzazione, è importante che sostengano la loro presa di posizione per una moda più “green”. Solo che stavolta, per verde non si intende il colore dell’anno. Anche brand più recenti si sono uniti per un mondo più pulito e vivibile: stiamo parlando di Edun, marchio creato dalla collaborazione di Bono Vox, frontman degli U2, e Ali Hewson per promuovere la moda Africana.

Anche la moda a portata di tutti si fa sostenibile: è la volta Mango, H&M e Zara. H&M, ad esempio, con la sua Conscious Collection promuove una linea etica di abbigliamento, scegliendo come testimonial l’influencer Eva Fontanelli, fortemente coinvolta nella moda etica.

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Anche se negli ultimi anni si sono visti leggeri cambiamenti, non tutte le griffe hanno “buone intenzioni”: infatti passare ad una produzione sostenibile sarebbe un grosso investimento di tempo e denaro, che purtroppo non tutti sono disposti a fare.

Brand e influencers: uniti per un unico scopo

Le case di moda non si sono limitate a rendere la loro filiera produttiva più sostenibile ma hanno cercato di “divulgare il verbo” nel modo più semplice ed efficace: le celebrità e gli influencers. Precursori di tendenze e mode, chi meglio di loro può fungere da opinion leader? Attori, modelli e cantanti sfruttano la loro visibilità e i social network per promuovere giuste cause. E’ il caso di Emma Watson, ambientalista, paladina dei diritti degli animali e sostenitrice dei diritti umani, che offre il suo appoggio a diversi brand eco-sostenibili di moda, beauty e accessori.