Un presepe in cui i personaggi principali sono rappresentati come migranti che naufragano in un mare di plastica: è stato realizzato a Bari, ed è una denuncia contro le situazioni vissute dai migranti ma anche contro l’inquinamento

A Bari il presepe è diverso dal solito quest’anno. Gesù Giuseppe e Maria sono infatti stati rappresentati come dei migranti che naufragano in un mare di plastica. Una didascalia esplicativa del forte messaggio che si vuole lanciare accompagna il presepe: “Il bambino nasce nel mare, dove con Giuseppe e Maria, profughi, non accolti da nessuno vive l’esperienza che molti migranti affrontano nel nostro Mar Mediterraneo. E il mare di plastica a fare da sfondo dalla Natività è un grido dall’allarme contro l’inquinamento”.

Realizzata con il sostegno dell’amministrazione comunale e con molti cittadini, il presepe alternativo di Bari ha ricevuto molte critiche ed è stato bollato come ridicolo. Ad esempio l’esperto d’arte Francesco Colafemmina lo ha definito “un orrore: la Puglia che ha dato i natali a grandi maestri come Stefano da Putignano, autore di un meraviglioso presepe del XVI secolo custodito nella chiesa madre di Polignano, è diventata teatro di simili reinterpretazioni laiche e blasfeme del presepe in nome dell’immigrazionismo e dell’ambientalismo”.

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Ogni anno accade  che si scatenino polemiche sul presepe, simbolo più antico del Natale cattolico ma anche il più strumentalizzato. In questo caso, una duplice denuncia contro i temi più caldi della cronaca attuale.

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