Sempre più esemplari di elefanti in Mozambico nascono senza zanne: si ipotizza sia un adattamento al bracconaggio, piaga molto diffusa nel Paese

Tra una situazione politica instabile e un controllo molto basso sul bracconaggio, tantissimi elefanti muoiono in Mozambico. Dal 2011 ad esempio, nella riserva nazionale del Niassa, sono stati abbattuti circa 11 mila elefanti, il 70 per cento della popolazione dell’area, perché uccisi dai bracconieri per ottenere le zanne. Si trova però in aumento il numero, soprattutto di esemplari femmina, di elefanti che nascono senza zanne. A rivelarlo una ricerca pubblicata sul National Geographic e condotta nel parco nazionale di Gorongosa.

Il fenomeno riguarda la generazione nata dopo il 1992: il 32 per cento delle femmine è privo di zanne, cosa che solitamente riguarda il 2-4 per cento degli esemplari. Data la corrispondenza con il bracconaggio, i ricercatori hanno ipotizzato che il fenomeno possa essere una risposta evolutiva ai bracconieri: una sorta di selezione artificiale degli esemplari senza zanne che avrebbero trovato il modo di sopravvivere all’uomo. Una ipotesi tutta de verificare però, poiché è anche plausibile che la scomparsa delle zanne sia ascrivibile alla deriva genetica, ovvero a una modifica causale della variabilità genetica che, in popolazioni piccole, avrebbe portato gli esemplari senza zanne a diffondersi.

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Sarebbe la genetica quindi la risposta al quesito. Probabile che i geni delle zanne grandi siano scomparsi insieme ai loro esemplari, ovvero i maschi con enormi zanne, i più cercati dai bracconieri.  Il problema risiede nelle conseguenze per la vita della specie: i ricercatori stanno cercando di capire come e se la loro vita cambierà con la progressiva scomparsa delle zanne. Per questi mammiferi infatti le zanne sono degli incisivi superiori che vengono usati per bere, scavare, impressionare le femmine. Da loro dipende la stessa sopravvivenza della specie.

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