Esposizione al rumore del traffico aumenta rischio di obesità

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Esposizione al rumore del traffico aumenta rischio di obesità

L’esposizione continua ai rumori del traffico aumenta il rischio di obesità: uno studio punta il dito non solo contro l’inquinamento atmosferico ma anche contro quello acustico

L’inquinamento acustico è dannoso per la salute. Non solo per la salute del cuore minata dall’esposizione a lungo termine al rumore degli aerei, ma anche il peso: infatti chi è esposto ai rumori del traffico rischia di più rispetto ad altre persone di diventare obeso. A sostenerlo è uno studio pubblicato sulla rivista Environment International e condotto dagli scienziati del centro di ricerca Barcelona Institute for Global Health (ISGlobal), che trovano sostegno alle loro tesi anche in studi precedenti.

Era infatti già noto come i rumori del traffico potessero disturbare il sonno: quello che è emerso è che da qui possono generarsi alterazioni ormonali responsabili sul lungo termine di diabete, malattie cardiovascolari e obesità. Lo studio si è basato su un campione di circa 3700 persone che avevano effettuato visite tra il 2001 e il 2011, con esami relativi a peso, indice di massa corporea, grasso addominale. Dati incrociati poi con le stime di esposizione al rumore del traffico. Quello che lo studio ha dimostrato è che i soggetti più esposti al traffico rischiano più di altri di diventare obesi. Nello specifico un aumento di 10 decibel è associato a un rischio di obesità maggiore del 17 per cento.

Una parte dello studio ha approfondito gli effetti sul peso dell’esposizione al rumore di aerei e treni per lungo tempo: non sono stati trovati collegamenti con l’obesità ma solo con il sovrappeso. Dati che comunque destano preoccupazione perché il problema del traffico e dell’inquinamento acustico unisce chi vive soprattutto nelle metropoli e nelle grandi città: a lungo termine risulta dannoso quindi per una grande fetta di popolazione. Ridurre l’inquinamento acustico quindi potrebbe essere un modo anche per combattere l’obesità.

Photo credit: Pixabay.it