Caccia alla volpe, in Lombardia sarà aperta tutto l'anno

Approvata in Lombardia una legge che permetterà di cacciare la volpe tutto l’anno: è stato infatti abolito il limite di 55 giorni, oltre ad essere anticipato il limite di età per essere abilitati a 17 anni

Novità per la caccia in Lombardia: è stata approvata una legge che ha abolito il limite dei 55 giorni per la caccia alla volpe, insieme all’anticipo dell’età per l’esame di abilitazione venatoria a 17 anni. La volpe equiparata dunque al cinghiale, con una caccia che sarà possibile dal 31 dicembre al 31 gennaio, considerando quindi questi animali una specie dannosa. La legge è stata approvata in consiglio regionale con 45 voti favorevoli.

Si tratta, come spiegato dalla relatrice Francesca Cerutti, di una decisione necessaria che vuole tutelare un comparto fondamentale come quello agricolo-forestale venatorio. Secondo la legge poi sarà anticipato il limite di età per sostenere l’esame di abilitazione: vi si potrà accedere prima del compimento dei 18 anni di età anche se essere maggiorenni sarà un requisito fondamentale per poter cacciare.

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Altre novità riguardano l’equipaggiatura del cacciatore di cinghiale che dovrò indossare giubbino e cappello colorati. Come dichiarato da Fabio Rolfi, assessore all’Agricoltura, “Meno burocrazia e meno vincoli per i cacciatori che esercitano con responsabilità una attività fondamentale per l’ecosistema lombardo. Abbiamo ascoltato le richieste del mondo venatorie e degli enti deputati al controllo”. Mentre il vicepresidente  dell’Associazione animalisti, Riccardo Manca, che ha manifestato per protesta davanti al Pirellone, ha detto che “Parlano di meno burocrazia per i cacciatori, ma dietro questi provvedimenti si nascondono degli autentici problemi di ordine pubblico. Le doppiette rappresentano una vera emergenza nazionale. Le vittime della caccia ad oggi (1 settembre/9 novembre) ammontano a 9 morti e 24 feriti. E questo sarebbe uno sport? O peggio ancora un hobby? La caccia è solamente un massacro legalizzato, di vite umane e non umane, che continua ad essere autorizzato unicamente in ragione di sporchi interessi economici. L’indifferenza di fronte a questo autentico sterminio non è degna di uno stato che vuole tutelare il benessere della popolazione. In più eliminare il limite dei 55 giorni è una follia: stiamo vivendo un periodo climatico eccezionale e prolungato che sta mettendo in grave difficoltà la fauna selvatica”.

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