Tracce di microplastica anche nell'intestino umano: lo studio

Non solo nell’ambiente: la plastica è arrivata anche nell’intestino umano: lo svela uno studio presentato durante la ventiseiesima edizione del United European Gastroenterology Week Live a Vienna

Uno studio presentato a Vienna nel corso della 26 esima edizione del  United European Gastroenterology Week Live, dedicato ai gastroenterologi europei, ha evidenziato che le microplastiche sono arrivate nell’intestino umano: non solo nei mari e nell’acqua, dunque. I ricercatori che hanno condotto lo studio hanno mostrato che nei campioni di feci prese in esame sono presenti microplastiche di almeno nove composti diversi.

Si tratta ovviamente di microplastiche di dimensioni ridotte più piccole di cinque millimetri: sono quelle che si formano staccandosi da pezzi più grandi di plastica o sono quelli usati appositamente di queste dimensioni perché utilizzati nell’industria che produce vernici e detergenti ma anche in alcuni tipi di cosmetici. I medici hanno così voluto misurare la loro quantità nell’intestino per approfondire i danni per la salute, che si teme possano riguardare il sistema immunitario oltre che la trasmissione di sostanze tossiche all’organismo. 

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I ricercatori hanno preso in esame i campioni di feci di otto volontari provenienti da paesi diversi, non vegetariani: prima del test avevano mangiato cibi incartati in materiali plastici e bevuto acqua dalle bottiglie. Dai risultati è emerso che nel loro intestino erano presenti nove tipi diversi di microplastiche. I ricercatori si dicono preoccupati per le implicazioni di questo risultato che mostra come la plastica sia ormai entrata nella catena alimentare. Anche se gli stessi risultati non sono da considerare così sorprendenti, ragion per cui lo studio, secondo altri ricercatori, va preso con cautela perché si tratta di dati limitati che vanno approfonditi.

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