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La startup italiana che rimette in circolo i vestiti che non si usano

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La startup italiana che rimette in circolo i vestiti che non si usano

Si chiama Armadio verde la startup italiana che ritira e rimette in circolo i vestiti che non si usano più, con la possibilità di averne altri in cambio

Fondata da due imprenditori italiani la startup che si basa sull’economia circolare per evitare gli sprechi nel campo dell’abbigliamento. Armadio verde permette di eliminare i vestiti che non usiamo più, non gettandoli ma rimettendoli in circolo scambiandoli con altri della taglia giusta o che ci piacciono di più. Questo perché i numeri mostrano che effettivamente siamo pieni di abiti che non utilizziamo perché non vanno più bene o perché la moda è nel frattempo cambiata. La cosa si verifica in modo maggiore con i bambini, che crescono in fretta. Come raccontano i fondatori, anzi, l’idea è nata proprio guardando l’armadio dei propri figli.

La startup ha iniziato con veri negozi che servivano punti di raccolta: nel 2015 è passata ad essere solo online. Oggi Armadio Verde ha all’attivo almeno ottomila clienti muovendo circa tremila abiti, ed è in continua crescita. Per il 2019 è previsto anche lo sbarco in Francia e poi in Germania. 

Come funziona Armadio Verde? Sul sito ci si registra, e si riceve a casa una cassa da riempire con i vestiti che non si usano più. La cassa viene ritirata e i vestiti selezionati, assegnando delle monete virtuali con cui l’utente compra altri vestiti tra quelli pubblicati sul sito. Se l’abito non soddisfa determinati requisiti di qualità può essere devoluto in beneficenza. L’azienda è sostenibile e permette di ridurre gli sprechi che caratterizzano l’industria dell’abbigliamento: grazie ad Armadio Verde sono state risparmiate 135 tonnellate di CO2, 225 milioni di litri d’acqua, grazie allo scambio di 180 mila vestiti.

photo credit pixabay
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