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Draghi in pericolo sull’isola di Komodo per colpa dei turisti

Giusy Patera 5 Settembre 2018
Draghi in pericolo sull'isola di Komodo per colpa dei turisti

Il turismo eccessivo sta compromettendo l’habitat dei draghi di Komodo, i più grandi viventi, che richiamano ogni mese fino a diecimila turisti: per questo motivo l’isola dell’Indonesia vuole dimezzare gli accessi ai turisti per tutelare una delle sette meraviglie del mondo

L’isola indonesiana di Komodo è uno dei pochi posti al mondo dove ancora si possono ammirare allo stato selvaggio i famosi draghi, i più grandi tra quelli esistenti. Il turismo selvaggio sta però mettendo a dura prova la sopravvivenza dell’habitat, e per questo l’Indonesia vuole limitare gli accessi dei turisti a quella che è una delle sette meraviglie del mondo e Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco.

Esiste un parco nazionale che tutela i draghi di Komodo, sauri che possono arrivare sino a tre metri di lunghezza e che richiamano sull’isola almeno 10 mila turisti al mese: l’isola non riesce a sostenere un numero così alto che rischia di compromettere l’ambiente naturale in cui i draghi ancora vivono.  Molti turisti infatti si avvicinano ai draghi pericolosamente, con comportamenti anche poco consoni che mettono gli animali in condizioni critiche.

Per questo il governo indonesiano ha deciso di dimezzare il numero dei turisti permessi sull’isola ogni mese che scenderebbero così a 5 mila, oltre ad aver affermato l’intenzione di vigilare meglio sul loro comportamento sull’isola. A partire dal prossimo anno dunque le persone che vogliono visitare il parco dovranno registrarsi online; gli accessi saranno limitati a 160 al giorno e ci sarà un comportamento fatto di regole più rigide da rispettare. Aspetto, questo, che sarà difficile da mantenere, dato che ad oggi il parco conta su un personale composto soltanto da 130 persone.

Photo credit: Pixabay.it

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