La collina dei conigli, per salvare gli animali dalla vivisezione

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La collina dei conigli, per salvare gli animali dalla vivisezione

Un rifugio per gli animali che vengono torturati nei laboratori di ricerca e oggetto di vivisezione: il paradiso dei conigli, dove gli animali vengono accolti e curati

Nasce nel 2005 la Collina dei Conigli, a Monza, un luogo che per iniziativa di persone impegnate da sempre nella difesa degli animali hanno pensato di realizzare una struttura d’accoglienza per quegli animali meno “convenzionali” e però vittime di violenza nei laboratori di sperimentazione. In questo posto gli animali trovano una casa ma anche affetto e cure: vi è stato allestito infatti un centro di recupero sia per gli animali da laboratorio che per gli animali selvatici del parco di Monza.

In Italia sono almeno 700 mila gli animali utilizzati nei laboratori di ricerca: molti di loro muoiono per causa degli esperimenti, però altri escono in condizioni accettabili dalle sperimentazioni. La legge non permette però che lo stesso esemplare venga usato più di una volta e per questo si procede con la loro soppressione. Per questo i laboratori possono cedere a strutture come La collina dei conigli quegli animali che hanno ancora una buona aspettativa di vita e non costituiscono un pericolo per gli esseri umani.

Per questi animali alla Collina dei Conigli inizia una nuova vita, perché possono ricevere cure veterinarie e anche psicologiche, oltre che avere spazio per correre e giocare con i propri simili; ogni specie ha un proprio spazio e quindi ci sono le gabbie per i conigli appunto, oltre a quella dei topolini e dei ratti, che vengono sterilizzati in modo che possano interagire tra loro senza problemi; ci sono anche stanze dedicate alle cavie. L’auspicio è che poi ognuno di questi animali trovi una famiglia pronto ad accoglierlo. Il progetto di Monza punta ora ad ampliarsi, creando anche nuovi centri: per questo la Collina si sta organizzando per ricevere fondi e supporto in modo da incrementare la loro accoglienza.

Photo credit: Pixabay.it