Lo svezzamento anticipato aiuta il sonno dei bambini? Pro e contro

Lo svezzamento anticipato, secondo uno studio che segue l’idea diffusa di molti genitori, porta i bambini a dormire di più. Ci sono però dei rischi sottolineati dai pediatri: svezzare un bambino prima dei sei mesi lo espone al rischio di obesità

Anticipare lo svezzamento prima dei raccomandati sei mesi per migliorare e prolungare il sonno dei neonati: è una pratica sempre più diffusa tra i genitori su cui ha indagato un gruppo di ricercatori inglesi per confermare o meno l’efficacia di questa tendenza. Gli studiosi hanno chiesto a un gruppo di genitori di 1300 bambini di anticipare l’introduzione di cibi solidi prima dei sei mesi consigliati dall’Oms per lo svezzamento, ad un’età minima di tre mesi. Ne è emerso che i bambini dormivano 17 minuti in più a notte rispetto ai bambini allattati fino ai sei mesi, con un numero di risvegli notturni inferiore rispetto alla media di due dei bambini svezzati dopo i sei mesi.

Gli studiosi hanno indagato, tramite dei questionari proposti ai genitori, sulle abitudini alimentari dei bambini insieme alla qualità del sonno e all’eventuale comparsa di allergie: è stato per loro inaspettato scoprire che il 26 per cento delle madri anticipa lo svezzamento proprio per recuperare sonno, del bambino e per i genitori stessi. Lo studio conferma che la tendenza dei genitori ha dei riscontri piccoli, ma significativi per la vita familiare.

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I minuti effettivi di sonno recuperato sono poco più di un quarto d’ora. Un tempo troppo piccolo per non tenere conto dei rischi che una pratica simile comporta, come ricordato dai pediatri, in primis il rischio di obesità. L’Oms consiglia infatti l’introduzione di cibo solido a sei mesi perché un apporto calorico eccessivo nei primi mesi di vita può essere un fattore di rischio per l’aumento di peso. L’alimentazione modula effettivamente il sonno, perché la digestione dei cibi solidi avviene più lentamente rispetto al latte, e se ritarda lo stimolo della fame si prolunga il periodo di sonno. Ma il rischio è che un’alimentazione scorretta influenzi l’intestino dei neonati provocando danni con la crescita.

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