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Il cambiamento climatico e l’innalzamento dei mari, in futuro porteranno sempre maggiori rischi e problemi da risolvere. Uno studio recente ha rivelato che in alcune parti della Terra le connessioni potrebbero essere a rischio tra pochi anni. 

L’innalzamento dei mari procede ad una velocità superiore rispetto al previsto e potrbbe mettere a rischio in soli 15 anni le connessioni internet, seppellendo i cavi. La disastrosa previsione viene da uno studio dell’Università del Wisconsin, presentato ad una conferenza dedicata ai network della rete globale. Infrastrutture critiche alle connessioni online – come circa 4.000 miglia di fibre ottiche e 1.000 e più hub – potrebbero iniziare a venire sommerse da qui a 15 anni.

Secondo questa ricerca, condotta dal Prof. Paul Barford, nel 2023 i danni saranno già visibili e molto consistenti, dichiarando: “La maggior parte dei danni dall’innalzamento dei mari che avevamo immaginato avere luogo nei prossimi 100 anni, accadrà invece ben prima, e ciò ci ha sorpreso. Pensavamo di avere 50 anni per approntare delle ‘difese’ ma non li abbiamo”. Insomma, lo studioso parla di un fenomeno invasivo e precoce, più di ogni previsione.

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Le aree più a rischio “perdita connessione” sono quelle degli Stati Uniti, soprattutto quelle più vicine a metropoli come New York, Miami, Seattle, Los Angels, ecc. Gli effetti, ad ogni modo, si faranno percepire non solo in America, ma a livello globale. Lo studio realizzato anche con la collaborazione dei ricercatori Ramakrishnan Durairajan e Carol Barford, è il primo a fare il punto della situazione, mettendo in relazione gli effetti del cambio climatico con l’utilizzo delle connessioni internet. I risultati si basano su dati combinati dell’Internet Atlas (mappa globale delle strutture fisiche della rete) e le proiezioni della National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) sull’innalzamento degli oceani.internet

Fonte: Ansa

Foto Credit: Pixabay