Balene in plastica davanti il Pantheon, l’azione di Greenpeace a Roma

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Balene in plastica davanti il Pantheon, l'azione di Greenpeace a Roma

Due balene a grandezza naturale sono state montate ieri mattina nel centro di Roma, di fronte al Pantheon, nell’atto di emergere da un mare di rifiuti in plastica: una denuncia all’inquinamento da parte degli attivisti di Greenpeace

Un’azione di denuncia da parte degli attivisti di Greenpeace, che ieri mattina nel centro di Roma hanno montato di fronte al Pantheon la riproduzione di due balene a grandezza naturale, alte sei e tre metri, nell’atto di emergere da un mare di rifiuti in plastica. Una denuncia riguardo lo stato di inquinamento dei nostri mari e del pericolo che corrono le specie che vi abitano insieme all’uomo.

Uno stato delle cose che l’azione al Pantheon vuole denunciare, sostenendo che tutti a partire dalle grandi aziende debbano prendersi la propria responsabilità di fronte all’inquinamento, cominciando da ridurre gli oggetti in plastica usa e getta presenti sul mercato. Dal canto suo, Greenpeace ha già avviato grazie ai suoi volontari campagne di raccolta in sette spiagge italiane (quelle di Bari, Napoli, Palermo,Fiumicino, Chioggia, Trieste, San Rossore) per ripulirle dai rifiuti in plastica, catalogarli e dividerli per tipologia, raccogliendo i risultati nel report “Stessa spiaggia stessa plastica” diffuso sempre ieri.

A condividere l’idea che la lotta all’inquinamento debba far parte di un percorso comune è anche il ministro dell’Ambiente Sergio Costa che ha affermato come aziende e cittadini insieme alle istituzioni debbano fare fronte comune par salvare il pianeta e i mari, che nello stato attuale mettono a rischio le specie animali e quella umana. Azioni come quelle di Greenpeace sono dunque importanti per sensibilizzare i cittadini, mentre come afferma il ministro “noi faremo la nostra parte lavorando per vietarne l’uso negli uffici pubblici. Serve coinvolgere anche le imprese che devono diventare i nostri primi alleati nel passaggio a un modello di economia circolare”. Il mare è in pericolo per colpa dell’uso smodato di ognuno di plastica e sbagliata gestione dei rifiuti dunque, è compito di ognuno preoccuparsi di ripulirlo.

Photo credit: Twitter.com