Carne: i tre maggiori produttori inquinano quanto la Francia

Cresce la produzione mondiale di carne e con essa i consumi e l’inquinamento: secondo una ricerca, le tre più grandi industrie produttrici del mondo emettono gas serra quanto la Francia

Nonostante le tendenze ad un’alimentazione orientata verso il veganesimo, cresce la richiesta mondiale di carne, che però costa caro all’ambiente. Gli allevamenti di carne sono fonti altamente inquinanti: si stima che le tre più grandi industrie produttrici del mondo emettono gas serra quanto la Francia. L’inquinamento riguarda l’acqua e il suolo, ma anche i diretti consumatori, che sviluppano sempre più resistenza agli antibiotici.

Il consumo di carne cresce a gran velocità e l’industria deve per forza mantenere gli stessi ritmi per soddisfare le richieste. Se meno di cento anni fa un pollo veniva mediamente venduto a 112 giorni di vita con un peso di poco superiore al kg, ora arriva al consumatore a soli 48 giorni di vita con un peso più che raddoppiato, quasi tre kg. Facile di conseguenza intendere quanto siano aumentati i consumi per gli allevamenti e le industrie: per un chilo di pollo servono ad esempio quattromila litri di acqua, per un chilo di carne di bovino addirittura 15 mila.

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Possono essere ridotti questi ritmi per minimizzare l’impatto su ambiente e persone? Una soluzione rimane davvero la svolta vegana, anche se non totale, con una riduzione del consumo del prodotto di origine animale per eccellenza. Al contempo bisognerebbe potenziare gli allevamenti biologici che rappresentano ancora una percentuale troppo bassa, con solo il 5,7 per cento degli allevamenti in Europa: una svolta necessaria se l’umanità vuole continuare a soddisfare il proprio bisogno di pollo&co.

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