Una città galleggiante a energia solare contro l'innalzamento dei mari

Una “città” fatta di piramidi galleggianti a energia solare, con appartamenti, hotel e ristoranti come possibile soluzione al problema dell’innalzamento dei mari

Come potranno sopravvivere le città costiere, sempre più minacciate dal costante innalzamento del livello dei mari? Semplice, spostando la vita sull’acqua. Una soluzione avanguardistica che unisce tecnologia e design quella proposta dallo studio di architettura italiano “Lazzarini Design Studio” che ha ideato una città galleggiante, Wayaland: un villaggio sull’acqua come soluzione all’innalzamento degli oceani.

Wayaland, il cui nome richiama all’architettura Maya a cui si ispirano gli edifici, è composta da tante piramidi modulari galleggianti alimentate a energia solare, costruite in fibra di vetro, fibra di carbonio e acciaio, ancorate al fondale marino con quattro cavi ma con un motore in dotazione, per essere spostate dove si desidera. La città galleggiante prevede dieci case e tre hotel, due ristoranti e cinque edifici minori per cui è da definire la destinazione; è prevista anche una serra per coltivare piante e ortaggi, e in più ogni piramide sarà dotata di un attracco per le imbarcazioni degli abitanti della città.

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Il villaggio autonomo galleggiante su cui dovrebbero trasferirsi le persone a causa dell’innalzamento dei mari non si configura come una soluzione di ripiego: al contrario, tutti gli interni degli edifici sono di lusso, dalle finiture esclusive e arredati con pezzi di design, con l’intento, come dichiarato dal fondatore dello studio Lazzarini, di creare “una nuova esperienza di vita in mare aperto”.  Si prevede che il costo per la costruzione di una singola piramide, nel formato più piccolo, sia di almeno 420 mila dollari: per questo motivo attualmente il progetto sta cercando di autofinanziare i prototipi con una raccolta fondi tramite crowdfunding, l’obiettivo è quello di inaugurare Wayaland nel 2022. Mentre per quanto riguarda l’ubicazione della prima città galleggiante, l’ipotesi è quella degli Emirati Arabi.

Photo credit: @Lazzarini Studio