Curare un tumore senza la chemioterapia? Forse si potrà grazie alla immunoterapia, possibile nel 40% dei casi di cancro polmonare.

In futuro, forse, si potrà curare il tumore al polmone senza chemioterapia. Una soluzione che potrebbe essere possibili in futuro, per almeno 4 pazienti su 10 grazie all’immunoterapia di precisione, che consiste nel somministrare farmaci che vanno a stimolare e risvegliare il sistema immunitario contro il cancro, con diverse combinazioni possibili a seconda del tipo di situazione. Ad annunciarlo gli stessi oncologi durante la presentazione del nuovo test TMB (Tumor mutational burden), capace di analizzare in maniera precisa le alterazioni molecolari del tumore e quindi fornire gli strumenti per studiare una immunoterapia più specifica possibile.

“I risultati positivi dello studio stabiliscono il potenziale di TMB come importante biomarcatore predittivo per la selezione dei pazienti candidabili al trattamento di combinazione con due molecole immunoterapiche, nivolumab e ipilimumab, nel tumore del polmone non a piccole cellule avanzato”, ha spiegato Federico Cappuzzo, Direttore Dipartimento Oncoematologia dell’Ausl Romagna.

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E i risultati sono già molto importanti, con un tasso di sopravvivenza libera da progressione della malattia a un anno migliore rispetto alla chemioterapia (43% contro il 13%). “Ci stiamo avvicinando – prosegue Cappuzzoalla concreta possibilità di abbandonare la chemioterapia nel trattamento di molte persone, pari a circa il 40%, colpite da questa neoplasia in fase avanzata. Sicuramente un grande vantaggio per i pazienti”. Ed i 40% è la percentuale di persone affette da tumore al polmone con un alto livello di mutazioni genetiche, condizione che permette alla immunoterapia di essere particolarmente efficace.


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