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Johnson & Johnson deve risarcire 25 milioni di dollari per aver messo in commercio un talco contenente amianto, e quindi cancerogeno. Non è la prima volta.

Nuova condanna per la Johnson & Johnson, multinazionale statunitense che produce farmaci e prodotti per la cura della persona.
La società è stata infatti obbligata da una giuria californiana a versare un maxi risarcimento da 25,7 milioni di dollari a favore di Joanne Anderson, donna di 66 anni che sosteneva di aver sviluppato un cancro per via del talco prodotto dalla Johnson & Johnson. Oltre ad averlo usato sui figli neonati ne ha fatto uso anche lei stessa su mani e piedi quando giocava a bowling, fino a consumarne due flaconi al mese.

A finire sotto la lente d’ingrandimento dell’accusa l’asbesto (meglio conosciuto come amianto) presente nel prodotto Baby Powder, un dettaglio per il quale l’azienda ha preferito non informare adeguatamente i consumatori. E non è la prima volta per la Johnson & Johnson: nel 2016 la società fu costretta a sborsare 72 milioni di dollari alla famiglia di una donna morta per cancro ovarico. Tornando al caso di oggi, la Anderson ha sviluppato un mesotelioma pleurico, tumore che colpisce il mesotelio, una membrana che riveste buona parte degli organi interni. “Per molti decenni la Johnson & Johnson ha nascosto i risultati dei suoi test – ha dichiarato Chris Panatier, uno degli avvocati della Anderson –. Ha alterato i rapporti per renderli più favorevoli e in questo modo ha mentito ai consumatori sulla sicurezza dei suoi prodotti cosmetici”.

Ovviamente non l’ha presa bene la società Johnson & Johnson, che nella persone del suo portavoce, Carol Goodrich, ha dichiarato: “Continueremo a difendere la sicurezza del nostro prodotto perché non contiene amianto e non causa il mesotelioma – ha detto Goodrich -. Nei nostri studi indipendenti non abbiamo mai trovato amianto nel talco”.

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