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Aree protette a rischio: un terzo contaminate dall’uomo

Redazione 18 Maggio 2018

Fonte: Wikimedia

Tempi difficili per le aree protette. Nonostante un forte incremento della diffusione di questi tesori naturali, circa un terzo soffre per la pressione diretta o indiretta dell’azione dell’uomo.

In teoria le aree protette dovrebbero essere lontane dagli effetti dell’uomo, ma la realtà è ben diversa secondo uno studio pubblicato sulle pagine di Science. Un’area protetta su tre, infatti, è soggetta ad effetti diretti o indiretti della presenza dell’uomo, come urbanizzazione, cementificazione o allevamenti. La conseguenza è che la biodiversità che questi tesori naturali conservano viene messa in serio pericolo.

E dire che la diffusione delle aree protette è in forte crescita. Dal 1992 ad oggi la presenza di queste zone è infatti raddoppiata, e attualmente ci sono oltre 200 mila aree protette che coprono circa il 15% della superficie terrestre. Ovviamente questi paradisi non sono tutti allo stesso livello di salvaguardia, visto che laddove esistono aree con vincoli molto forti ne esistono altre dove sono permesse azioni dell’uomo, come l’estrazione di alcune risorse.

L’obiettivo finale di queste aree è però piuttosto preciso: proteggerle per permettere la totale conservazione di fauna e flora presenti. Stando ai dati raccolti da Human Footprint, mappa globale che traccia quella che è
l’incidenza umana sull’ambiente, questi tesori naturali non sarebbero però messi poi così bene, anzi. Il 32,8% infatti subisce una forte pressione da parte delle attività umane, pari a 6 milioni di km quadrati (che equivale a quasi due terzi della Cina), e solamente il 10% è libero da qualsivoglia incidenza dell’uomo. Sempre secondo il report pubblicato su Science, le aree più colpite si trovano nella zone più popolose di Asia, Europa e Africa mentre quelle più “sane” in Russia, Canada e nel sud America. “Abbiamo trovato autostrade, agricoltura intensiva e addirittura intere città all’interno dei confini di luoghi che in teoria dovrebbero essere preservati da tutto questo per la tutela dei loro ambienti naturali – ha commentato Kendall Jones della University of Queensland – Più del 90% delle aree protette, come parchi nazionali e riserva naturali, mostrano segni di attività umane che possono metterle a rischio”

Photo Credit Wikimedia

LEGGI ANCHE: IL VERDE DI LONDRA: L’INTERA CITTÀ DIVENTA UN PARCO NAZIONALE

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