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Il 40% delle 11 mila specie di uccelli è considerata in declino secondo il rapporto quinquennale di Birdlife sullo stato di salute dei volatili. Ma le soluzioni esistono.

Sarà sempre meno la varietà di animali nei nostri cieli. Precisamente,  il 40% di specie di uccelli è già in declino, mentre una specie su otto è a rischio estinzione. A lanciare l’allarme un report curato dall’associazione internazionale Birdlife, che ogni cinque anni traccia un rapporto sullo stato di salute dei volatili in tutto il mondo chiamato “Stato degli uccelli nel mondo” (disponibile in pdf a questo link).

Una biodiversità minacciata soprattutto dall’agricoltura intensiva. Secondo il report si stima che il 74% delle 1.469 specie di uccelli minacciate nel mondo sia a rischio proprio a causa dei pesticidi utilizzati nell’agricoltura intensiva. E alcuni di questi uccelli sono dei veri e propri simboli di certi territori e che si vedono con frequenza, ad esempio, la civetta delle nevi, la pulcinella di mare o la tortora. Il 40% delle 11 mila specie di uccelli nel mondo è già considerata al momento in declino. E nei cieli c’è un altro essere vivente che non se la passa per niente bene: gli insetti volanti,le cui specie sono calate di tre quarti. E se gli uccelli sono “in declino” significa che anche l’ambiente non sta bene, come ricordano i ricercatori del report di Birdlife.

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Per evitare quella che sarà una vera e propria strage ecologica, bisogna immediatamente correre ai ripari fanno sapere da Birdlife: “I dati sono inequivocabili. Stiamo vivendo un costante e continuo deterioramento dello stato degli uccelli nel mondo” ha dichiarato Tris Allinson, senior global science officer di BirdLife. Come già detto, sul tavolo degli imputati sono in primis pesticidi e insetticidi neurotossici. Va però sottolineato che negli ultimi decenni 25 specie di uccelli si sarebbero estinte senza le politiche di salvaguardia attualmente in atto. “Il rapporto dimostra che esistono soluzioni e che è possibile ottenere un successo significativo e duraturo se ci impegniamo nella conservazione – spiega  Patricia Zurita, ceo di BirdLife. Fra le iniziative possibili “la ricostruzione degli habitat chiave per gli uccelli, la fine della deforestazione, il controllo delle specie invasive e chiaramente un freno ai metodi nocivi di agricoltura intensiva”.

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