Turismo a impatto zero e di qualità sulle montagne italiane. Il nuovo report “Nevediversa 2018” di Legambiente mostra 41 buone pratiche ecofriendly messe in campo da altrettante località sulle Alpi e sugli Appennini.

Nonostante il turismo di massa sia ormai una costante anche nelle località montane, esistono diversi esempi di località che fanno del turismo dolce, sostenibile e rispettoso il loro cavallo di battaglia. Niente investimenti per impianti di risalita o neve artificiale, ma piuttosto per valorizzare la montagna in tutta la sua naturalezza. Legambiente, nel suo report Nevediversa ha fatto un bilancio della stagione turistica invernale ad alta quota dando spazio e voce a 41 buone pratiche, che vanno dalle Alpi agli Appennini, a chi ha avuto cioè il coraggio e la voglia di scommettere su un tipo di turismo più rispettoso della montagna e dell’ambiente.

Le 41 località che hanno messo in campo buone pratiche sono distribuite, a livello regionale, in questo modo: otto in Piemonte, una in Liguria, tre in Valle D’Aosta, due in Lombardia, due in Veneto, tre in Trentino, due in Alto Adige, quattro in Friuli Venezia Giulia, due in Emilia Romagna e Toscana, quattro nelle Marche, tre in Abruzzo, una in Basilicata, Calabria e tre in Sicilia. Ad esempio, in Liguria il Parco Naturale Regione del Beigua dal 2016 ha lanciato cinque percorsi, per un totale di 50km, che possono essere percorsi con le ciaspole e che intercettano alcuni tratti dell’Alta Via dei Monti Liguri, boschi di Sassello e anche in Valle Orba e Valle Stura.
Molto interessante anche il caso di Ornica, in alta Valle Brembana (Bergamo), dove è stato realizzato da parte della Cooperativa Donne di Montagna il primo albergo diffuso della Lombardia e la prima cooperativa di comunità, dando un importante contributo per salvare il paese dell’abbandono.

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Dalle Alpi passiamo agli Appennini. In Emilia Romagna, la Città metropolitana di Bologna, Servizio Attività produttive e Turismo e Tper, Cai di Bologna propongono escursioni estive e invernali sull’Appennino bolognese. Interessante l’esempio abruzzese del Parco Nazionale della Majella, che promuove un tipo di turismo sportivo con viaggi e trekking a cavallo, anche sulla neve. “Il turismo sta cambiando a ritmi vertiginosi. In questi anni si sta registrando un vero e proprio boom per i turismi ambientali – spiega Sebastiano Venneri, responsabile Turismo di Legambiente – e questa dinamica sulla montagna è molto più evidente, un’accelerazione da ricondurre da un lato alla tradizione consolidata in questi luoghi a favore delle pratiche di sostenibilità e dall’altro ai cambiamenti climatici in atto. È fondamentale che l’offerta nel nostro Paese si adegui velocemente a questa forte domanda di nuovo turismo, ne faccia un fattore competitivo in grado di aggiornare le proposte di soggiorno e intercettare segmenti turistici nuovi e più consapevoli”.

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