Patate dolci per la dieta: quali i benefici e come cucinarle

Le patate dolci sono un vero superfood perfette per una dieta vegana e non per i molti benefici e proprietà: quali sono e come cucinarle

Sono al primo posto nella classifica sui vegetali più importanti per la nostra salute stilata dall’americana Center of Science in the Public Interest: si tratta delle patate dolci, che sempre più sono presenti in cucina e che gli esperti definiscono ottime per chi è a dieta. Più dolci rispetto alle patate tradizionali, con il doppio dei nutrienti ma con un indice glicemico più basso, possono essere usate in moltissime ricette.

Ricche di vitamine e antiossidanti, le patate dolci sono prive di grassi saturi e colesterolo e quindi aiutano a proteggere il cuore e le arterie. Sono poi un’ottima fonte di vitamina D, importante per rinforzare il sistema immunitario e per la salute della pelle e delle ossa, e di vitamina A e C. Rispetto alle patate classiche contengono meno calorie (86 ogni 100 grammi) ed avendo un basso indice glicemico sono adatte per le diete di chi soffre di diabete. In più sono ricche di potassio, in maniera ancora maggiore rispetto alle banane: una patata dolce contiene circa 700 mg di potassio per 131 calorie.

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A dispetto del nome, le patate americane, con cui sono chiamate le patate dolci (o batate) non vengono coltivate solo in America, benché nelle aree tropicali del continente vi sia la maggiore concentrazione di coltivazioni. In Italia sono note le patate americane di Puglia e la patata americana del Veneto. Ben lavata, la patata dolce può essere consumata anche cruda, mantenendo intatte tutte le sue proprietà, ma si presta poi ad ogni genere di cottura e preparazione: al forno o al microonde, tagliate a tocchetti o in chips, come un contorno, in pentola a pressione o bollite in acqua per farne vellutate, zuppe o gnocchi.

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