Oltre 200 milioni di uova ritirate per salmonella: ecco dove

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Oltre 200 milioni di uova ritirate per salmonella: ecco dove

Richiamate a scopo precauzionale da ristoranti e supermercati più di duecento milioni di uova negli Stati Uniti per sospetta salmonella: ventidue persone sono state colpite dal batterio. Nel 2010 migliaia di persone furono colpite da salmonellosi e furono ritirati 550 milioni di uova

Negli Stati Uniti sono state richiamate in questi giorni circa 206 milioni di uova  da decine di supermercati e ristoranti a scopo precauzionale, in seguito ad un’epidemia di salmonella che ha coinvolto ventidue persone. Il richiamo, su cui sta indagando la Food and Drug Administration (FDA) che ha diffuso la notizia, è stato disposto a scopo precauzionale.

Le ventidue persone, che sono state ricoverate, sono state colpite dal ceppo Salmonella Braenerdup presente nelle uova prodotte nello stabilimento dell’azienda Rose Acre Farms: quelle potenzialmente contaminate sono state distribuite in ristoranti e supermercati di ben dieci stati americani (Colorado, Florida, New Jersey, New York, North Carolina, Pennsylvania, South Carolina, Virginia e West Virginia). Già nel 2010 si era verificato un episodio simile negli Stati Uniti: si era infatti diffusa un’epidemia di salmonella che aveva colpito migliaia di consumatori: all’epoca furono richiamati 550 milioni di uova potenzialmente contaminate dal batterio.

Particolarmente aggressiva, la salmonella si diffonde infatti piuttosto facilmente con il cibo in condizioni in cui l’igiene viene sottovalutata. L’intossicazione può portare semplici disturbi intestinali fino a degenerare in forme più gravi, come infezioni a carico di ossa e meningi, che colpiscono soprattutto i soggetti più deboli; i sintomi della malattia si manifestano in circa tre giorni e, in caso di contaminazione lieve, scompaiono entro 4-7 giorni. Per prevenire l’infezione è fondamentale l’attenzione per la pulizia, specialmente per quanto riguarda i cibi crudi e i cibi e gli strumenti con cui essi vengono a contatto.

Photo credit: Pixabay.it

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