Norvegia: la nave rompighiaccio italiana per aiutare l'ambiente

Realizzata da un’azienda italiana la nave rompighiaccio per l’ente di ricerca ittica e oceanografica della Norvegia: opererà nelle acque polari

Sarà una nave rompighiaccio italiana a operare nelle acque polari per conto dell’Institute of Marine Research, l’ente di ricerca oceanografica e ittica del governo norvegese, insieme all’Università di Tromsoe: la nave “Kronprins Haakon” ( il nome è quello dell’erede al trono norvegese) è stata consegnata nei giorni scorsi nello stabilimento di Vard Langsten  ed è stata realizzata da Fincantieri presso il cantiere integrato di Riva Trigoso e Muggiano (La Spezia).

La nave rompighiaccio partita dall’Italia, e che in Norvegia effettuerà delle prove finali prima dell’utilizzo, ha una stazza di novemila tonnellate per più di cento metri di lunghezza e una larghezza di ventuno, e può raggiungere la velocità massima di 15 nodi spostandosi  autonomamente anche attraverso strati di ghiaccio dello spessore di un metro; può ospitare fino a cinquantacinque persone in 38 cabine tra membri dell’equipaggio, personale di ricerca e studenti e sarà allestita con gli stessi standard di confort delle navi passeggeri. I criteri con cui è stata realizzata hanno un minimo impatto ambientale e permetteranno di studiare pesci e mammiferi marini riducendo al minimo il rumore irradiato sott’acqua; è dotata inoltre di una moderna strumentazione per studiare la morfologia e la geologia dei fondali marini.

Come sottolinea  Fincantieri, la nave rompighiaccio ha inoltre un hangar, a prua, che può ospitare fino a due elicotteri. Tutta la tecnologia presente a bordo, tra sensori e attrezzature varie, permetteranno all’ente norvegese di eseguire diverse missioni scientifiche nei settori della geologia, della geofisica, della chimica e della sismologia. Per conto Institute of Marine Research, la nave rompighiaccio italiana effettuerà missioni su scala globale, e nell’ambito dell’ambiente artico sarà usata per studiare andamento, modalità e conseguenze dei cambiamenti climatici e il relativo impatto sull’ecosistema del polo Nord.

 

Photo credit: @Fincantieri