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Greenpeace lancia sul suo sito web una petizione per chiedere ai big dell’industria alimentare di smettere di utilizzare la plastica monouso per imballare i suoi prodotti, in gran parte non riciclati e che finiscono in mare.

Sul sito ufficiale Greenpeace alza la voce e rivolgendosi ai colossi dell’industria alimentare chiede di interrompere l’utilizzo della plastica per imballare i loro prodotti. Plastica che spesso e volentieri finisce in mare, come conferma la notizia di qualche giorno fa secondo la quale i ricercatori di Ocean Cleanup hanno scoperto che fra le Hawaii e la California c’è un’isola di plastica grande tre volte la Francia.

“Riciclare non basta più – si legge su Greenpeace.orgQuesta è una crisi urgente e grave che molte grandi aziende hanno contribuito a creare, riempiendo con i loro prodotti e imballaggi in plastica usa-e-getta le nostre case, le nostre vite. E di conseguenza, i nostri mari. Per anni ci è stato detto che riciclare è la soluzione. La verità è che oltre il 90% della plastica non è mai stata riciclata! Produciamo sempre più plastica e il riciclo da solo non basta”.

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Nel suo messaggio Greenpeace ricorda che ogni minuto, 365 giorni all’anno, l’equivalente di un camion pieno di plastica finisce in mare. E l’organizzazione non governativa chiede di firmare una petizione per chiedere a grandi aziende come Coca-Cola, Pepsi, Nestlé, Unilever, Starbucks, Procter & Gamble e McDonald’s di prendere le distanze dalla plastica usa-e-getta. “Riciclare è un gesto importante – continua il comunicato –  ma la responsabilità di questo disastro non può essere scaricata sui cittadini: se il mare è pieno di plastica la colpa è soprattutto di chi per profitto continua a produrla, venderla e utilizzarla, anche se non necessaria. Le grandi aziende devono smettere di vendere prodotti, confezioni e imballaggi in plastica monouso… prima che la Terra diventi un Pianeta di Plastica!”

Pacifico, isola di plastica grande tre volte la Francia

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