Fiumi inquinati dai farmaci, minacciato l'ecosistema
Fonte: wikimedia

Le medicine che vengono scaricate nelle fogne finiscono per inquinare i fiumi e di conseguenza l’ecosistema fluviale. La soluzione? Assumere meno farmaci.

Allarme farmaci nei fiumi di tutto il mondo. A lanciare l’allarme l’IHEI Delft Institute for Water Education durante l’European Geosciences Union di Vienna che si è tenuto nei giorni scorsi. L’organizzazione internazionale per l’educazione all’acqua ha presentato una ricerca dalla quale si è scoperto che  livelli tanto alti di prodotti farmaceutici nei corsi d’acqua dolce possono colpire negativamente anche l’ecosistema.

Non si tratta ovviamente di farmaci che finiscono direttamente nell’acqua ma quando una persona assume un medicinale poi questo viene immesso negli scarichi domestici e poi nella fogna attraverso le feci. Di queste, solo il 7% viene filtrato dalle strutture per il trattamento dell’acqua, mentre il 20% viene assorbito dagli ecosistemi e il resto finisce in mare aperto. “Un gran numero di farmaci – analgesici, antibiotici, agenti anti-piastrinici, ormoni, psicofarmaci, antistaminici – sono stati trovati a livelli pericolosi per la fauna selvatica: gli interferenti endocrini, ad esempio, hanno indotto cambiamenti di sesso nei pesci e negli anfibi”, ha spiegato  il ricercatore dell’IHE Francesco Bregoli al The Guardian.

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Purtroppo al momento non esiste un modo efficace per trattare questi farmaci. Il risultato è che queste sostanze presenti nei farmaci vengono assorbite in parte dagli ecosistemi dei fiumi e poi finiscono in mare. Al momento l’unica soluzione sensata è quella di limitare l’uso dei farmaci allo stretto necessario, come fanno sapere gli scienziati che hanno elaborato la ricerca: “Abbiamo scoperto che i miglioramenti tecnologici da soli non bastano nemmeno a risanare dagli attuali livelli di concentrazione. Se non dovesse essere attuata una riduzione sostanziale del consumo, gran parte degli ecosistemi fluviali globali non sarà sufficientemente protetta”

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