Fonte: Flickr

Niente neve in Alto Adige a 1500 metri nel 2100 e meno acqua nei fiumi altoatesini. Lo dice un recente rapporto sul clima stilato da Eurac Research.

Secondo il rapporto sul clima di Eurac Research di Bolzano, se le emissioni inquinanti non caleranno, nel 2100 in Alto Adige le temperatura estive aumenteranno di 5 gradi, e la conseguenza sarà la diminuzione fino al 90% della quantità di neve caduta a 1500 metri di quota, e anche la portata di acqua nei fiumi calerà in maniera significativa. Cambiamenti che avranno effetti negativi e drastici su molte attività dell’uomo, ad esempio l’agricoltura e la selvicoltura: le alte temperatura faranno proliferare i parassiti.

“Non possiamo predire con esattezza il clima del futuro – spiega ad Alto Adige Innovazione Marc Zebisch, geoecologo di Eurac Research e responsabile scientifico del Rapporto – Il quadro è molto complesso e ci sono molte variabili in gioco. Ciò premesso, le serie storiche di dati e i modelli matematici ci permettono di individuare dei trend, per esempio delle precipitazioni o delle temperature. Più le serie di dati sono ricche – e in provincia lo sono – più robuste diventano le nostre previsioni”.

--pubblicità--

Nel frattempo in Alto Adige qualcosa si sta già muovendo per contrastare i cambiamenti climatici in corso. Secondo il rapporto molto si sta facendo sulla mobilità sostenibile e sull’efficienza energetica, ma sono in atto anche piani strutturali ad ampio respiro come il Piano Clima Energia 2050 che ha come obiettivo ridurre di due terzi le emissioni di CO2 pro capite. Molto però c’è ancora da fare, come evidenziano da Eurac Research, ad esempio, per il risparmio dell’acqua.  “Grazie alle proprie reti di monitoraggio – spiega Roberto Dinale, vicedirettore dell’Ufficio idrografico provinciale – la Provincia raccoglie dati ambientali in modo accurato da oltre 50 anni. A questi ora si aggiungono i dati satellitari e le misurazioni specifiche fatte da Eurac Research e da altre istituzioni di ricerca. Il valore di questo lavoro è quello di armonizzare queste informazioni, interpretarle e tracciare un quadro complessivo del fenomeno che potrà essere tenuto sotto controllo nel tempo. In questo modo nei prossimi anni l’amministrazione potrà anche verificare meglio la validità della azioni che stiamo intraprendendo”.

LEGGI ANCHE: TURISMO RESPONSABILE AD ALTA QUOTA: IL REPORT DI LEGAMBIENTE

Photo Credit Pixabay