Orsi in Trentino, allarme del Wwf: troppi cani liberi nei boschi
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Secondo il rapporto annuale sui grandi carnivori della Provincia di Trento, stilato in collaborazione con il Muse, la situazione dell’orso bruno è stabile, ma la massiccia presenza di cani padronali lasciati liberi nei boschi potrebbe causare seri problemi per la sicurezza e disturbare le orse con cuccioli. 

Il rapporto annuale sui grandi carnivori della Provincia di Trento raccoglie tutte le informazioni sullo stato di salute di orso, lupo e lince nelle Alpi centrali grazie ai dati raccolti con fototrappole, osservazioni dirette, valutazioni dei danni e analisi genetiche. Nel dettaglio dell’orso bruno, la stima della popolazione complessiva nel 2017, al netto dei cuccioli, è stabile rispetto allo scorso anno con una forchetta di 43-53 esemplari, mentre il numero minimi certo di adulti e giovani e leggermente in calo: 43 contro i 45 del 2016. Buono il numero di nuovi nati e sopravvissuti fino all’autunno: tra 9 e 11 e provenienti da 8 cucciolate diverse. 

Dai dati delle fototrappole richiesti dal Wwf è però emerso un aspetto preoccupante nei boschi (gli stessi dove avvenne il caso della femmina di orso che, lo scorso luglio, aggredì un uomo di 69 anni e che fu poi abbattuta): la presenza di troppi cani padronali. “La loro presenza, oltre a costituire un illecito (perché a norma di legge i cani vanno tenuti al guinzaglio in tutti i luoghi pubblici), potrebbe aver concorso al disturbo delle orse con cuccioli nel periodo estivo, rendendole più sensibili e quindi maggiormente aggressive verso gli stessi cani e, purtroppo, anche verso i proprietari”, commenta il Wwf.

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“Si tratta di comportamenti scorretti che potrebbero mettere a repentaglio sia la sicurezza di altri cittadini, dei loro cani e degli stessi orsi e chiede ai Comuni l’istituzione di aree recintate per la sgambatura dei cani e al contempo maggiori controlli per chi non rispetta le regole, affinché non si ripetano più episodi come quello di Kj2, in cui a perderci sono sia gli orsi che gli uomini. Bene invece le misure di prevenzione e di indennizzo dei danni all’allevamento messe in campo dalla Provincia, anche per quanto riguarda il lupo, che quest’anno ha visto una significativa espansione con ben 6 branchi ed una coppia stabile nel territorio trentino: presenza che fa ben sperare per il futuro della popolazione sulle Alpi, ma che richiederà sforzi ulteriori di comunicazione e prevenzione dei conflitti, anche con l’ausilio dei cani da guardiania”, fa sapere il Wwf.

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