Oli essenziali rischiosi: causano problemi ai ragazzi in pubertà

Usati per la profumazione degli ambienti ma anche come rimedi naturali, gli oli essenziali potrebbero provocare lo sviluppo delle ghiandole mammarie nei maschi in età puberale

Uno studio realizzato da un gruppo di ricercatori del National Institute of Environmental Health Sciences (NIEHS) degli Usa, un dipartimento dell’NIH l’agenzia federale per la salute Usa, e presentato a Chicago nel corso di ENDO2018, il meeting degli endocrinologi americani che si tiene ogni anno, ha mostrato gli effetti negativi degli oli essenziali sullo sviluppo dei maschi in età puberale. Nello specifico gli oli di lavanda e di “tea tree” potrebbero essere responsabili di ginecomastia, ovvero di uno sviluppo anomalo del seno nei maschi nell’età dello sviluppo.

Gli oli essenziali infatti, considerati in genere come innocui perché prodotti naturali, sono utilizzati in aromaterapia ma anche come ingredienti per i prodotti per la pulizia della casa o per la cura e l’igiene personale: acquistabili facilmente in erboristeria e nei supermercati, sono anche pubblicizzati come ottimi antinfiammatori e antimicotici a seconda della tipologia. Secondo gli autori dello studio andrebbero invece utilizzati con cautela perché possono contenere diversi agenti chimici che agiscono potenzialmente come interferenti endocrini: possono quindi disturbare l’attività degli ormoni, e nello specifico gli oli essenziali di lavanda e “tea tree” andrebbero ad agire come anti-androgeni rafforzando l’attività degli estrogeni e contrastando l’azione del testosterone sul tessuto mammario. Per questo motivo, potrebbero provocare nei maschi in età prepuberale la comparsa di ginecomastia.

--pubblicità--

In seguito a numerose segnalazioni di casi di ginecomastia tra bambini di età compresa fra i 4 e i 10 anni (età in cui secondo gli endocrinologi si può parlare di patologia, essendo la ginecomastia rara tra i bambini) esposti a prodotti contenenti oli essenziali, i ricercatori hanno analizzato i composti chimici presenti nei due oli di lavanda e “tea tree” indagandone la capacità di modificare i geni recettori di estrogeni: il risultato è che tutte le componenti agiscono come anti-androgeni. Per questo motivo le due tipologie di olio essenziale andrebbero maggiormente indagate per la loro potenziale pericolosità: in mancanza di risultati definitivi, il consiglio degli esperti è quello di regolarne l’uso.

Photo credit: Pixabay.it