India, grazie ai leopardi diminuiscono i casi di rabbia
Fonte: wikimedia

Nell’immaginario collettivo si è soliti pensare che i grandi felini, quando irrompono nella quotidianità di un villaggio o una città, seminano panico e terrore. Non sempre però è così, come testimonia il caso dei leopardi di Mumbai. 

Come riporta La Stampa, infatti, i leopardi a Mumbai si sono guadagnati il ruolo di “guardiani” della città più che di portatori di terrore. Questi ultimi, dando la caccia ai cani randagi, ridurrebbero infatti il rischio per gli abitanti di contrarre la rabbia. La rabbia è una malattia molto diffusa in India, a tal punto che ogni anno nel paese muoiono per questa patologia circa 20 mila persone, e la causa principale sono i migliaia di cani randagi che mordono le persone trasmettendo loro il virus.

Analizzando i dati sulla dieta dei leopardi che vivono nel Sanjay Gandhi National Park, a Mumbai, i ricercatori Christopher O’Bryan e Alexander Braczkowski hanno scoperto che il 40% della loro dieta è costituita proprio da cani selvatici. Elaborando questi dati si è arrivati a contare circa 1.500 cani mangiati dai 35 leopardi presenti nel parco. Ciò significa che, se si incrociano questi numeri con la frequenza con cui i cani affetti (o no) da rabbia mordono le persone, le uccisioni da parte dei leopardi impediscono circa mille morsi all’anno e quindi 90 possibili contrazioni di rabbia.

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“Questo studio è un esempio lampante di un grande animale carnivoro che fornisce un beneficio diretto agli esseri umani”, spiega O’Bryan. Purtroppo la presenza di leopardi ha anche degli effetti negativi, ad esempio, le loro vittime sono spesso anche animali da bestiame e non solo i cani, quindi ciò porta nella maggior parte dei casi gli allevatori a perseguitarli. “È difficile valutare i costi e i benefici di una grande specie di felino che è noto per attaccare e persino uccidere gli umani – sottolinea O’Bryan -. Vogliamo solo fornire una prospettiva che non è stata ancora esplorata prima”.

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