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L’Isola di Pasqua, una delle isole più spettacolari e uniche al mondo sta per essere letteralmente inghiottita dall’oceano. La colpa, fa sapere l’Onu, è da imputare ai cambiamenti climatici. 

I cambiamenti climatici stanno mettendo in grave pericolo tantissimi patrimoni dell’umanità. Uno di questi è l’Isola di Pasqua, la popolare località nell‘Oceano Pacifico, le cui coste stanno scomparendo sotto i nostri occhi a causa dell’innalzamento del mare. Secondo le stime, entro il 2100 la circonferenza dell’isola sarà di circa 4 metri più piccola e le onde potrebbero finire per sommergere i moai (le “strane” statue presenti sull’isola) più vicini alla spiaggia. Tra le idee lanciate dagli esperti per proteggerlo l’isola un muro frangi onde, che però potrebbe solo rallentare il processo e non interromperlo in maniera definitiva.

Oltre all’isola, quello che preoccupa è anche tutto ciò che ci si trova “sopra”, ad esempio, le statue scolpite fra il 1100 e il 1680 da una misteriosa civiltà di cui si conosce praticamente poco o nulla, e che hanno lasciato solo i moai. L’allarme è stato lanciato dall’Onu, che sta monitorando tutti i patrimoni dell’umanità che a causa dei cambiamenti climatici stanno rischiando di scomparire. “Non essere in grado di proteggere le ossa dei tuoi stessi antenati – ha spiegato Camilo Rapu, il capo dell’organizzazione indigena che controlla il Parco Nazionale di Rapa Nui a Casey -, ti fa sentire impotente”.

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E il destino dell’Isola di Pasqua è comune ad altre isole del Pacifico, come le Marshall e le Salomone. “Un tempo la spiaggia sembrava andare avanti per chilometri – racconta Pedro Pablo Edmunds, il sindaco di Hanga Roa (unica città e capitale dell’Isola di Pasqua) – Ora, è tutto di pietra” come riporta La Stampa.. Al momento, grazie ad un finanziamento del governo giapponese di circa 400 mila dollari, si sta pensando di realizzare sull’atollo di Runga Va’ un muro marittimo per mitigare i danni, ma non è chiaro se la soluzione possa avere un qualche effetto e fermare l’erosione. In caso il muro non facesse il suo dovere, si sta vagliando un’opzione B: spostare tutti i moai in un’altra location permettendo così all’umanità di continuare ad ammirare queste misteriose quanto affascinante statue.


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