Via libera al bagno con i delfini: la protesta degli animalisti

Insorgono gli animalisti in seguito al decreto ministeriale che autorizza il bagno con i delfini per progetti educativi

Definito un “regalo di fine anno ai delfinari” il decreto ministeriale pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale che autorizza il bagno con i delfini nei delfinari, firmato dai ministri dell’Ambiente Gian Luca Galletti, della Salute Lorenzin e delle Politiche Agricole Martina, e che recepisce la direttiva europea 1999/22/CE sulla custodia degli animali selvatici nei parchi zoologici. Una manovra che nasconde “preoccupanti interessi commerciali” secondo i deputati animalisti che sono insorti preoccupati dal decreto.

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Il decreto, dunque, va fra le altre cose ad autorizzare il bagno con i delfini nei parchi acquatici, ma non a scopo ludico, bensì per progetti di educazione ambientale. Ad insorgere però è stata innanzitutto la Lav – Lega AntiVivisezione, che sottolinea come fino ad ora l’Italia potesse vantare una tra le più complete normative europee per la tutela dei delfini in cattività, e che quella che viene spacciata come forma di educazione per i visitatori dei delfinari, nasconde in realtà interessi commerciali degli stessi, come si evince dalla promozione di attività legate al bagno con i delfini che viene fatto dalle aziende proprietarie di parchi acquatici sparse nel mondo.

La preoccupazione viene condivisa anche dalla deputata animalista Michela Vittoria Brambilla, preoccupata dalle conseguenze del decreto sulla salute degli animali. Si avvierà infatti un servizio – che verrà offerto presumibilmente a pagamento – senza garanzie per animali e anche per le stesse persone: è per questo motivo, secondo la deputata, che finora il bagno dei delfini con le persone è stato vietato. Il Ministero dell’Ambiente è invece intervenuto spiegando che la normativa che riguarda il nuoto con i delfini non elimina il divieto, ma disciplina le casistiche per concedere le eventuali deroghe, per cui era già previsto quello per fini scientifici, ed ora va solo ad allargarlo ai progetti educativi, mantenendo sempre al massimo la tutela della specie.

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