Malattie intestinali in aumento: la colpa è dello stile di vita occidentale

In crescita i casi di malattie intestinali di tipo infiammatorio a causa dell’occidentalizzazione degli stili di vita

Le malattie della moderna società occidentale sono legate all’intestino: lo affermano gli studiosi a seguito di uno studio incrociato fra le università di Birmingham, Calgary e Hong Kong e pubblicato sulla rivista “The Lancet” che, dopo aver monitorato i numeri relativi alle malattie intestinali di tipo infiammatorio dal 1990 ad oggi, mostra come la rettocolite ulcerosa e il morbo di Crohn siano in crescita costante in tutto il Pianeta. La colpa? L’occidentalizzazione degli stili di vita, ovvero il consumo di alimenti elaborati e l’aumento della presenza delle industrie.

Dopo aver condotto 147 studi osservazionali in tutto il mondo rivolti alle malattie intestinali croniche, è emerso che queste sono più frequenti rispetto al passato, anche tra i bambini: non vi sono dubbi secondo i ricercatori che vi sia una grande influenza ambientale che agisce sul numero dei casi. L’incidenza nei paesi occidentali di malattie intestinali rende dunque necessario incentrare la ricerca nell’ambito sia della prevenzione che delle cure per quelle che sono, secondo i due casi specifici presi in esame, delle malattie complesse.

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La rettocolite ulcerosa e il morbo di Crohn (infiammazione del colon per la prima, anche di intestino tenue e stomaco per la seconda) colpisce, in Italia, tra le 200 e le 250mila persone, specialmente nella fascia di età compresa fra i 20 e i 30 anni; un caso su cinque viene invece riscontrato in età pediatrica, in cui si è più pronti a metabolizzare la malattia, che essendo cronica è durare tutta la vita. Entrambe le malattie vanno controllate e gestite in modo deciso perché possono manifestarsi in modo violento: in questo ambito i farmaci biologici hanno molto cambiato il modo di trattare le malattie intestinali, con numerosi giovamenti per il paziente.

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