Australia, migliaia di pipistrelli morti bolliti per il troppo caldo

Ondata di caldo sta soffocando il continente: le temperature a Sidney hanno raggiunto livelli che non si provavano dal 1939

L’immagine che sta facendo il giro del mondo in queste ore è simbolo degli effetti dei cambiamenti climatici a seconda delle zone del pianeta e delle temperature anomale rispetto alle medie stagionali: se il Nord America è colpito da una delle ondate di gelo più rigide degli ultimi anni, con le iguane che cadono dagli alberi perché ibernate e i coccodrilli bloccati con il muso che spunta fuori da laghi ghiacciati, in Australia si soffre invece per delle temperature torride che hanno raggiunto i 47 gradi, temperatura che non si vedeva dal 1939. E così, a causa del troppo caldo, migliaia di pipistrelli cadono a terra “bolliti”, perché non riescono a trovare luoghi in cui proteggersi dalle alte temperature.

Sono decine gli esemplari di pipistrelli trovati dai soccorritori a terra morti, o ancora appesi ai rami degli alberi, perché, benché adattati al clima australiano, non riescono a gestire temperature così alte: e così a morire sono soprattutto i cuccioli, incapaci di difendersi dal calore, a differenza degli esemplari adulti che cercano refrigerio lungo i torrenti. Si calcola che in questi giorni siano morti migliaia di esemplari di pipistrelli, detti anche volpi volanti per la pelliccia rossastra della specie particolare che vive in Australia, in modo simile all’ondata di caldo che colpì l’Australia tra il 1994 e il 2008, quando morirono più di trentamila esemplari.

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Il problema è particolarmente grave per l’importanza dei pipistrelli per l’equilibrio dell’ecosistema: gli animali infatti, che in Australia vivono nei boschi e nelle paludi, sono utili per l’impollinazione e per il trasporto dei semi. Si calcola attualmente che ne siano rimasti 400mila esemplari, rispetto ai 560mila del 1989: sono per questo considerati una categoria vulnerabile, e dunque tra gli animali a rischio di estinzione.

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