Vancouver, modello di città green

La terza città del Canada batte i suoi stessi propositi di città ecosostenibile: oltre la metà dei cittadini si sposta in bici o con i mezzi pubblici. L’auto? Superflua.

Una metropoli moderna che riesca a offrire servizi e a farlo in maniera ecosostenibile e sfruttando energie rinnovabili: senza scomodare libri o film, basta guardare al modello di Vancouver, la città nordamericana che grazie a politiche green graduali e costanti nel tempo può vantare oggi un numero di cittadini che per oltre la metà si spostano in bici, a piedi o sui mezzi pubblici. Caratteristiche che hanno permesso alla città di conquistarsi il titolo di “family friendly”.

Con i suoi oltre seicentomila abitanti, Vancouver è la terza città più popolata del Canada e un polo industriale e tecnologico del Paese. Nel 2015 la città ha annunciato di voler passare alle energie rinnovabili entro il 2050, per quanto riguarda energia elettrica, trasporti pubblici e impianti di riscaldamento. Per questo motivo, uno dei primi obiettivi era quello di diminuire il traffico facendo sì che la metà dei cittadini si spostasse a piedi, in bici o con i mezzi pubblici. Con cinque anni di anticipo rispetto alla data parziale (2020), l’obiettivo era però già raggiunto.

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Questo perché la politica green di Vancouver ha radici piuttosto lontane: negli anni Sessanta infatti gli abitanti della città si opposero alla costruzione di diverse autostrade che dovevano tagliare la città: l’amministrazione fu in qualche modo costretta a potenziare i mezzi pubblici, stanziando come prima cosa dei fondi per il servizio traghetti che collega le due parti opposte della città. Ad oggi partono traghetti ogni quarto d’ora. Successivamente la zona centrale e commerciale della città fu vietata alle auto private e resa accessibile soltanto a taxi e mezzi pubblici. Arricchita negli anni con parchi e piste ciclabili, negli anni precedenti alle Olimpiadi invernali del 201 Vancouver ha visto nascere due nuove linee metropolitane, che ad oggi vede transitare un treno ogni novanta secondi. Ad oggi, il dieci per cento dei pendolari si sposta in bici (con la propria o con una del servizio di bike sharing), oppure con il car sharing. Possedere un’auto privata è diventato dunque praticamente superfluo.

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