Microplastiche nei cosmetici: l'appello di MareVivo e Legambiente

La proposta di legge per vietare l’uso della microplastica nei cosmetici, votata all’unanimità dalla Camera nel 2016, si è arenata in Senato. Di seguito ecco l’appello di MareVivo e Legambiente per la rapida approvazione, visto che nel nostro Paese si produce oltre il 60 per cento del make-up mondiale…

Marevivo e Legambiente si appellano al Presidente del Consiglio dei ministri Paolo Gentiloni, ai ministri Anna Finocchiaro, Gian Luca Galletti, Beatrice Lorenzin e Carlo Calenda per far approvare la proposta di legge per vietare l’uso della microplastica nei cosmetici, già votata all’unanimità dalla Camera nel 2016 e però ferma in Senato (inoltre molti studi confermano che queste sostanze in mare vengono ingerite dalla fauna, così pesci e molluschi inquinati possono finire anche sulle nostre tavole). “Chiediamo al ministro Calenda di spiegarci e giustificarci il blocco di una legge in dirittura di arrivo. L’inquinamento marino non può più aspettare, occorre agire subito“, chiedono le associazioni.

Il nostro Paese è stato il primo in Europa a proporre una legislazione di questo tipo ma, mentre nel Regno Unito diventerà legge nel 2018 e la Francia sta andando nella stessa direzione, l’Italia resta indietro per un iter legislativo troppo lento rispetto all’emergenza ambientale. Il 26 ottobre 2016 la Camera ha approvato all’unanimità un Testo sulla cosmesi sostenibile per assicurare ai cittadini una certificazione ecologica trasparente, nonché una cosmesi più green. Lo scorso luglio le associazioni hanno sollecitato l’approvazione e ad ottobre le Commissioni Ambiente hanno deliberato all’unanimità di richiedere alla presidenza del Senato il passaggio del disegno di legge in sede legislativa.

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“Non è più possibile aspettare, il provvedimento che ha assorbito anche la proposta di legge per vietare l’uso della microplastica nei cosmetici era stato votato all’unanimità dalla Camera nell’ottobre 2016 e poi tutto si è fermato al Senato. Ad opporsi, il ministero dello Sviluppo economico che ha espresso parere negativo“, fanno sapere MareVivo e Legambiente.

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