Mangiare la placenta fa bene? Uno studio smentisce la moda delle star

0
3424
Mangiare la placenta fa bene? Uno studio smentisce la moda delle star

Mangiare la placenta fa bene oppure no? La moda delle star Oltreoceano è arrivata anche in Europa (ed anche in Italia), tuttavia uno studio sembra smentire a tutti gli effetti i benefici dell’assunzione. Ecco qui tutti i dettagli a riguardo…

“Non sono quel tipo di persona che ricorre a rimedi olistici e non avrei mai pensato di mangiare la mia placenta. […] Ho sentito tante storie di mamme che non hanno mangiato la placenta e sono state colpite da depressione post partum ma quando hanno iniziato ad assumerla in pillole sono state decisamente meglio. […] Ho ottenuto grandi risultati, mi sento piena di energia e non ho avuto alcun sintomo di depressione“, queste le parole di Kim Kardashian qualche anno fa in merito all’assunzione di placenta dopo il parto. Una moda che poi ha colpito molte star Oltreoceano, diffondendosi anche in Europa. Uno studio però rivela che non ci sono affatto benefici.

Lo studio in questione (pubblicato online il 23 novembre sulla rivista Women and Birth) è stato fatto dall’Università del Nevada (condotto da ricercatori del Dipartimento di Antropologia e Scuola di Medicina dell’UNLV) e ha coinvolto 12 donne che hanno assunto capsule di placenta e 15 che hanno assunto pillole placebo nelle settimane successive al parto. Il team di ricerca ha notato che l’ingestione di capsule di placenta produce piccoli, ma rilevabili cambiamenti nelle concentrazioni ormonali delle madri (tra cui la comparsa dell’inizio del “baby blues” post-partum e la depressione delle neo-mamme). Questi risultati, tuttavia, non hanno apportato veridicità scientifica a questa tesi.

E non è finita qui. Un’altra ricerca pubblicata su Centers for desease control and prevention ha sottolineato addirittura alcuni pericoli, riportando il caso di una donna che aveva assunto capsule di placenta contaminate e del neonato che aveva contratto infezione da streptococco B (molto pericolosa in un bambino di pochi giorni).

LEGGI ANCHE: OUTDOOR EDUCATION, LIBERIAMO I NOSTRI BAMBINI

Photo Credits Facebook