L'Europa finanzia energia prodotta da carbone e altri combustibili fossili

Così come gli Stati Uniti, anche l’Europa si muove in favore di carbone e altri combustibili fossili, anziché puntare sulle energie rinnovabili

Sembra che l’Europa sia finita sulla lista dei cattivi di Babbo Natale e che lei stessa abbia deciso di donare carbone ai suoi cittadini. A denunciarlo è l’associazione in difesa dell’ambiente Greenpeace commentando accordo preliminare sul pacchetto energia discusso a Bruxelles. Così come gli Stati Uniti guidati da Donald Trump, anche il Consiglio Europeo starebbe favorendo carbone e altri combustibili fossili, anziché puntare sulle energie rinnovabili, stanziando fondi in favore di alcune tra le più inquinanti centrali a carbone del Continente.

L'Europa finanzia energia prodotta da carbone e altri combustibili fossili

Il contenuto del pacchetto energia è in aperto contrasto con l’Accordo di Parigi sottoscritto da oltre 190 Paesi del mondo, tra i quali USA (sotto l’amministrazione Obama) e Unione Europea, che definisce un piano d’azione globale finalizzato ad evitare cambiamenti climatici pericolosi, mantenendo il riscaldamento globale al di sotto dei 2°C. Oltre a contraddire l’impegno preso a Parigi, il pacchetto ignora anche l’invito del Parlamento Europeo ad aumentare l’impegno nei confronti delle energie rinnovabili per raggiungere, come già stabilito, entro il 2030 una riduzione di almeno il 40% delle emissioni di gas a effetto serra rispetto al 1990, almeno il 27% dell’energia prodotta da fonti rinnovabili, e un miglioramento del 27% dell’efficienza energetica.

Greenpeace accusa poi l’Italia di aver appoggiato le richieste di aziende legate all’uso di carbone, petrolio e gas, ignorando la possibilità di sostenere la produzione di rinnovabili. “Un comportamento incomprensibile, visto che l’Italia abbandonerà il carbone entro il 2025 e ha tutte le possibilità per diventare leader nella produzione di energia da fonti rinnovabili. – è stato il commento di Luca Iacoboni, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace Italia. – Il Ministro Calenda continua però a vedere solo un futuro pieno di gas, con impianti come il TAP a farla da padrone, senza considerare che l’unica strada per essere meno dipendenti dall’estero è quella di puntare su sole, vento ed efficienza energetica.”.

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