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Ogni respiro è un rischio: i dati allarmanti dell’indagine Greenpeace sull’aria a Torino

Redazione 4 Dicembre 2017
Ogni respiro è un rischio: i dati allarmanti dell'indagine Greenpeace sull'aria a Torino
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L’organizzazione ambientalista ha monitorato l’aria nei pressi di 10 scuole dell’infanzia e primarie, rilevando livelli preoccupanti di biossido di azoto. Sotto accusa in particolare i veicoli con motori diesel

 

Una nube tossica sopra la città di Torino. Questo è quanto emerge dall’indagine di Greenpeace “Ogni respiro è un rischio“, i cui dati relativi al capoluogo piemontese sono stati diffusi oggi. Nelle ultime due settimane l’organizzazione ha analizzato la concentrazione di  biossido di azoto (NO2) nei pressi di dieci scuole primarie e dell’infanzia, nella fascia oraria tra le 7:30 e le 8:30, quella dell’ingresso dei bambini.  Dieci stazioni su dieci hanno rilevato livelli ampiamente al di sopra del valore di guardia  individuato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, che fissa a 40 microgrammi per metro cubo il limite per la protezione della salute umana.

Ogni respiro è un rischio: i dati allarmanti dell'indagine Greenpeace sull'aria a Torino

Se si confrontano i dati registrati nei pressi delle dieci scuole con i parametri dell’OMS, sembra davvero che la città sia avvolta in una nube tossica: la concentrazione media più bassa rilevata è di 70,9 microgrammi per metro cubo, la più alta addirittura di 108,8. Il livello di NO2 più alto registrato e mantenuto per almeno 10 minuti è stato di 123,3 microgrammi al metro quadro, tre volte sopra il livello di guardia. Una situazione preoccupante, soprattutto dal momento che da oltre dieci anni l’OMS mette in guardia sugli effetti patogeni del biossido di azoto sul sistema immunitario dei bambini, anche quando questo si trova a concentrazioni inferiori ai 40 microgrammi al metro cubo. L’analisi dell’aria a Torino ha evidenziato che il circa il 70% del biossido di azoto presente nell’atmosfera è causato dal traffico, in particolare dai veicoli con motori diesel.

Ogni respiro è un rischio: i dati allarmanti dell'indagine Greenpeace sull'aria a Torino

Questi dati pongono Torino sotto la lente d’ingrandimento, ma non è certo l’unica a trovarsi in questa situazione. A farle compagnia con la maglia nera di città più inquinate ci sono anche Milano, Roma e Palermo, ovvero, le città che negli ultimi quattro anni hanno mostrato concentrazioni medie superiori ai 50 microgrammi al metro cubo, con Palermo appena al di sotto questa soglia.

Tags: Aria Crisi climatica Greenpeace Torino

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