Finestre intelligenti che producono energia pulita: come funzionano

Vetrate colorate per abbellire la casa, o vetri per serre, da Eni e MIT l’innovazione ecologica per la tua casa

 

Dallo studio realizzato congiuntamente da Eni e MIT – Massachusetts Institute of Technology di Boston arriva il primo prototipo di finestra intelligente capace di catturare l’energia solare e convertirla in elettricità. Tecnologica di Eni a San Donato Milanese, in provincia di Milano, ed è solo la punta dell’iceberg degli studi sulle possibili applicazioni dell’energia solare nel campo della bioedilizia e dell’efficienza energetica che Eni sta portando avanti insieme ad altre aziende specializzate nel campo dei materiali plastici.

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Eni e MIT lanciano le Finestre intelligenti che producono energia

Questa finestra intelligente è basata sulla tecnologia LSC (Luminescent Solar Concentrator – Concentratori Solari Luminescenti) che prevede l’utilizzo di pannelli trasparenti e colorati 50 x 50 cm, contenenti al loro interno dei pigmenti in grado di assorbire la luce solare e indirizzare la radiazione verso i bordi del telaio su cui sono stati montati, rendendo i pannelli stessi luminescenti. Il telaio è dotato di celle fotovoltaiche in grado di trasformare la luce del sole in energia elettrica, con la quale sarà possibile alimentare qualsiasi dispositivo all’interno della casa.

Tra i vantaggi di queste finestre intelligenti c’è anche il fatto che ogni finestra è autosufficiente, e non è, quindi, necessario effettuare il cablaggio delle pareti dell’edificio. Non meno importante è il vantaggio economico, un risparmio fino al 50% sui costi energetici, e quello estetico e tecnico delle finestre, che possono essere realizzate in colori diversi, rendendo la luce che filtra di una tonalità più calda.

Avviata nel 2008, la collaborazione tra Eni e il Massachusetts Institute of Technology di Boston coinvolge circa cento ricercatori, docenti e dottorandi che lavorano sugli oltre quaranta progetti. Gli studi portati avanti dai laboratori Eni fanno parte di una strategia aziendale più ampia, che mira ad un futuro “low carbon” dove il ricorso alle energie fossili sarà sempre minore, fino a scomparire in favore di quelle più sostenibili e rinnovabili.