Liù e Zoe, i cani medici che fiutano il tumore

Due cani addestrati dal centro militare veterinario di Grosseto sono in grado di riconoscere con il loro fiuto il tumore alla prostata annusando le urine dei pazienti. Uno studio scientifico che potrebbe dare svolte importanti alla ricerca sul cancro prostatico.

Due cani dall’olfatto infallibile, ma non per scovare droga o tartufi. Sono due pastori tedeschi, si chiamano Liù e Zoe e sono in grado di diagnosticare il tumore alla prostata soltanto “annusandolo”. La storia di questi due cani prodigio, che hanno un’età compresa tra gli 1 e i 6 anni, nasce al Cemivet di Grosseto, il centro militare veterinario dell’esercito in Toscana che collabora con l’equipe di urologia dell’Humanitas Mater Domini di Castellanza, in provincia di Varese.

I due cani, dopo un rigoroso addestramento, sono ora in grado di riconoscere l’urina dei pazienti affetti da cancro prostatico, con una percentuale di infallibilità del 98%. Il cane è infatti in grado di riconoscere l’odore specifico del tumore, che produce nelle urine delle sostanze volatili specifiche: se Liù o Zoe le avvertono, lo comunicano sedendosi. Per i due cani la diagnosi è un gioco, dato che, quando fiutano un tumore, conquistano un giocattolo o croccantini extra. Ma Liù, ad esempio, non ha mai sbagliato. Addestramento che, considerato il successo dell’operazione, ha portato i militari ad applicare lo stesso lavoro anche con altri cani.

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Lo speciale laboratorio di analisi mantiene la propria sede a Grosseto, dove viene spedita l’urina dei pazienti e i cani la “analizzano”. La sfida sta nel fatto che ora si ha la conferma che il tumore alla prostata è riconoscibile grazie a quel “qualcosa” che i due pastori tedeschi annusano: sarà fondamentale per la ricerca capire che cosa. I pazienti vengono al momento selezionati per usare questo tipo di analisi, e comunque ci sarà bisogno di una verifica scientifica da parte del Ministero per dare sostegno a quello che per ora è solo uno studio, anche se i risultati hanno avuto risonanza internazionale e 902 persone si sono sottoposte alla sperimentazione.

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