Batterie a idrogeno per avere il telefonino sempre (o quasi) carico e performante. In effetti la nostra vita quotidiana non è più la stessa dopo l’avvento degli smartphone. Social network, fotocamere prestanti, internet, email, giochi in alta definizione sempre a porta di mano: sono tutti fattori che hanno modificato le nostre abitudini. Ma all’interno di smartphone e tablet si nasconde una componente che nel corso degli anni non ha mai subito evoluzioni sostanziali: si tratta della batteria, dalla cui scarsa capienza dipende la sopravvivenza dei nostri gadget fino alla fine della giornata. Sebbene esistano modelli dotati di batterie con capacità immense, anche oltre i 5000mAh,8617c1b2-8c04-40b3-a851-4b8b7a9daa6c bisogna pur sempre scendere a compromessi dovendo scegliere tra prestazioni al top o autonomia eccellente, senza dimenticare il fattore peso e design. Da anni si attende una rivoluzione del settore, in grado di liberare gli utenti dal bisogno di effettuare almeno una ricarica al giorno e pare che la svolta in questo campo possa essere rappresentata dall’utilizzo delle batterie basate sulle celle a combustibile, in grado di offrire sino a 7 giorni di autonomia con una sola ricarica. Se ne è parlato tanto negli ultimi anni, e a lungo ci si è chiesto se in un futuro più o meno prossimo, come novelle bacchette magiche, si potessero realizzare delle batterie quasi eterne, ad esempio le batterie a idrogeno, che, in un colpo solo, non soltanto risolverebbero il problema della ridotta autonomia dei nuovi dispositivi tecnologici, ma anche quello di farlo in maniera innovativa ed ecologica. Grazie alla start up inglese Intelligent Energy il dibattito sulle batterie a idrogeno è tornato alla ribalta negli ultimi giorni, specialmente perché sembra che ormai sia sempre più prossimo il momento in cui si cominceranno a vedere sul mercato i primi esemplari di questo ingegnoso ritrovato. Presentati a novembre, i prototipi hanno già attirato l’attenzione di curiosi e appassionati e, tra non molto, le prime batterie a idrogeno potrebbero cominciare a campeggiare nelle vetrine dei negozi e a fornire energia a smartphone e tablet. Secondo alcune indiscrezioni, Intelligent Energy sarebbe già in trattativa con Apple per portare la sua tecnologia sugli iPhone. Nessuna delle due aziende ha confermato né smentito, ma la startup ha dichiarato di voler lanciare il suo prodotto sul mercato al massimo in un paio di anni.

 

 

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Batterie a idrogeno, ma non solo

C’è da dire che di annunci simili ne abbiamo già sentiti molti, e il rischio che si trasformino in un nulla di fatto è concreto. Ci hanno raccontato nel corso degli anni che le comuni batterie agli ioni di litio potrebbero in futuro essere sostituite da alternative a base di polistirolo, più economiche e rapide a caricarsi. Si è parlato poi alla Stanford University di una soluzione agli ioni di alluminio, che però richiede ancora tempo per essere perfezionata. Un’evoluzione più a portata di mano potrebbe allora essere quella immaginata da Samsung, una variante degli attuali accumulatori basata su silicio e grafene, in grado di stoccare fino a 1,8 volte l’energia di una batteria di attuale generazione. 7c88b0f3-aa8f-4a65-9877-255e00f7f868Un’altra proposta basata sulla tecnologia agli ioni di litio arriva dalla startup statunitense 24M, che punta a “liofilizzare” le comuni batterie ricaricabili sbarazzandosi dei materiali superflui al loro interno: così facendo aumenterebbe la resa e diminuirebbero i costi di produzione. La proposta più seria e possibile però è proprio quella delle batterie a idrogeno. Studiate per essere poco ingombranti e, quindi, perfettamente integrabili nei nuovi dispositivi mobili, dalla scocca sempre più sottile, secondo alcune stime potrebbero arrivare a garantire un’autonomia addirittura di una settimana, il tutto sfruttando una reazione chimica attraverso la quale l’idrogeno viene trasformato in acqua per mezzo di ossigeno, mediante un sistema formato da un catalizzatore e un elettrolita che consiste in una membrana a scambio protonico che trasporta ioni carichi elettricamente. Durante il processo residua del vapore acqueo che deve essere necessariamente dissipato e, proprio a tale scopo, i prototipi sono stati dotati di un’apposita griglia di ventilazione sulla scocca del telefono che permette di disperdere il vapore ed evitare che si accumuli. Per realizzare e far funzionare queste nuove batterie a idrogeno, la cella deve essere riempita di polvere di idrogeno, appunto, attraverso apposite cartucce. I primi set, che potranno funzionare anche in abbinamento alle normali batterie di cui b55070e9-34eb-4fa2-b05f-408a4cb131b4sono già muniti gli smartphone, secondo le prime indiscrezioni avranno un costo di 243 dollari, comprensivi di cella e di una cartuccia, i successivi costi di ricarica dovrebbero, invece, ammontare alla più che abbordabile cifra di circa 10 dollari. Difficile dimostrare la veridicità di queste voci. Molto più semplice, invece, ipotizzare quali potrebbero essere le prestazioni degli smartphone alimentati con queste rivoluzionarie batterie a idrogeno. Queste piccole celle “piene” di idrogeno sembra possano, infatti, garantire fino a 130 ore di conversazione sotto campo 3G, 65 ore di navigazione internet in 3G/4G o con connessione WiFi, fino a 76 ore di riproduzione video ad alta definizione, e ben 420 ore di riproduzione audio. Ma il dato veramente sorprendente è quello relativo all’autonomia in stand-by, che sembra possa raggiungere niente meno che gli 86 giorni. La cella andrebbe riempita di polvere di idrogeno tramite lo slot per gli auricolari, mentre delle griglie di ventilazione sulla scocca del telefono servirebbero a dissipare il vapore acqueo risultante dalla reazione chimica necessaria a generare la carica.

 

 

Batterie a idrogeno e vantaggi per l’ambiente

Il vantaggio, ma anche il principale problema in fase di progettazione, di questo tipo di batterie a idrogeno risiede anche nel ridottissimo impatto ambientale prodotto. La Intelligent Energy, già famosa per aver collaborato con Boeing nella realizzazione del primo aeromobile sperimentale alimentato interamente da questa tecnologia e per aver introdotto le pile a combustibile nei taxi londinesi, ha quindi recentemente dichiarato che un produttore di smartphone emergente, il cui nome viene celato, ma come appunto viene ipotizzato 227559d5-0939-419c-ab3f-c5c7b020610dsarebbe la Apple, avrebbe stanziato un finanziamento di 5.25 milioni di sterline (circa 6,8 milioni di Euro) per la realizzazione di una cella a combustibile abbastanza piccola da poter essere utilizzata in uno smartphone. Se tutto dovesse continuare ad andare come previsto, il debutto delle prime batterie a idrogeno potrebbe avvenire entro un anno, portandoci finalmente in una nuova era per quanto riguarda il settore della telefonia mobile. Batterie a idrogeno con una elevata durata sono infatti la chiave per espandere fortemente il settore delle comunicazioni all’interno dei mercati emergenti, soprattutto nelle zone scarsamente servite dalla fornitura di energia elettrica.