Sapevate che il latte si può indossare? Dalla fibra di latte si ottengono infatti tessuti naturali, morbidissimi, che scivolano sulla pelle quasi accarezzandola. La piacevolezza sensoriale si accompagna al potere idratante reso possibile dagli amminoacidi presenti nella struttura del filato. Il filato di latte nasce in Italia nel 1935 per opera dell’ingegner Antonio Ferretti, che per primo ottenne una fibra dalla caseina, una proteina del latte; quando fu scoperta fu battezzata Lanital (per la sua struttura molecolare molto simile a quella della lana) e messa a simbolo dell’Italia che puntava all’autarchia. Oggi la fibra di latte si pone come una alternativa ecologica, comoda e fresca alle fibre sintetiche che invadono i negozi e i nostri armadi. Ora il filato viene realizzato grazie a tecniche di bio-ingegneria che danno vita a una fibra naturale ed ecologica, dalle qualità uniche e sofisticate. Dunque dal buonissimo latte possiamo ottenere formaggi, burro e… vestiti.

 

 

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Riciclo e rispetto dell’ambiente

L’idea ha solleticato la stilista Anke Domaske che ha fondato il brand Qmilk, quando è venuta a conoscenza del Lanital. Questo tessuto, che come detto fu prodotto in Italia nel 1937, dopo la Seconda guerra mondiale venne accantonato, sia perché aveva qualità dinamiche inferiori alla lana, sia per la nascita di nuove fibre sintetiche. La riscoperta di questo materiale ha aperto nuovi orizzonte per la stilista. Il suo obiettivo era creare una fibra frutto di riciclo con un processo sostenibile mentre, in realtà, per realizzare il Lanital venivano impiegate sostanze tossiche e dannose per l’ambiente. Dopo qualche anno di sperimentazione, Anke Domaske è riuscita nell’intento: oggi il Qmilk è prodotto in maniera ecofriendly 4670e3a6-56fc-4a91-baf5-73f99356be08a partire da scarti industriali. Nella sola Germania, ogni anno, vengono buttati circa due milioni di tonnellate di latte. Proprio questa grande quantità di alimento andata a male e, dunque, non adatta al consumo umano diventa il punto di partenza per il tessuto. Nella produzione, c’è un basso livello di composti chimici dannosi. Inoltre, la nuova fibra consente un notevole risparmio idrico. Occorrono meno di due litri d’acqua per realizzare un chilo di Qmilk, mentre ne servono più di 10mila per ottenere la stessa quantità di cotone. Il polimero organico ottenuto dal riciclo del latte ha una vasta gamma di applicazioni. Antibatterico e termoregolatore, oltre che per una collezione di abiti destinata al pubblico femminile, ha anche altri usi. Entra negli ospedali, sotto forma di garze e bendaggi, ma anche nelle automobili dove viene impiegato per la tappezzeria. Sempre a partire dal Qmilk viene realizzata una linea di cosmetici. Considerando che per produrre un vestito servono solamente sei litri di latte, questo significa che in futuro molti potranno avere un “armadio di latte”, partendo dagli sprechi. Conciliare la tecnologia con la sostenibilità, rivoluzionare il mondo della moda sono gli obiettivi di questa giovane donna che ha tutte le carte in regola per riuscire nel suo intento, facendo leva anche e soprattutto sul legame simbolico che ognuno di noi ha con questa bevanda che ci accoglie nel mondo dal primo istante della nostra vita.

 

Latte di moda all’italiana

Anche in Italia il latte è di moda: unisce la passione per la fotografia e la moda eco-sostenibile la capsule collection di t-shirt firmata dall’italo-francese Hélène Battaglia per il brand toscano green friendly DueDiLatte. La nuova linea “I Love Fashion” ha per protagonisti quattro scatti inediti, realizzati passeggiando fra le vie dello shopping più cool di Milano. Negli scatti le vetrine si fondono con l’architettura metropolitana in giochi di luce e riflessi, diventando espressione della moda e della contemporaneità. A rendere particolare questa capsule collection della linea DueDiLatte (nata da Antonella Bellina ed Elisa Volpi) è l’unione dell’immagine di una città dal volto metropolitano, architettonico e fashion, ad un tessuto naturale, rilassante e idratante come la fibra di latte. È una fibra altamente ecologica, per la cui produzione si utilizzano grassi di scarto della lavorazione del latte, riducendo drasticamente tanto le emissioni di anidride carbonica quanto l’uso di combustibili fossili, ed è infine una fibra biodegradabile. Non a caso la fibra di latte ha ottenuto la certificazione internazionale Oeko-Tex Standard 100 per prodotti tessili ecologici. Il risultato è una fibra comoda, morbida, rinfrescante,77b0dadb-9588-4add-a9a5-a76ba7938aa1 ecologica e salutare per la pelle, in quanto, oltre ad essere un migliore isolante termico rispetto alla lana, è molto traspirante e assorbe benissimo l’umidità. Inoltre possiede un altissimo potere batteriostatico (superiore al 99,9%), cioè è molto igienico. Ovviamente contiene caseina, la proteina del latte, che possiede numerosi amminoacidi, svolgenti funzione di nutrimento e cura della pelle, come de resto è noto da millenni. La fibra di latte possiede, inoltre, anche buone proprietà di tinteggiatura, consentendo quindi la vitalità e la persistenza dei colori. I capi prodotti sono inoltre comodi, sia per la leggerezza e la freschezza del tessuto e la sua facilità nell’indossarlo, ma anche perché conservano tale freschezza negli anni, anche dopo numerosi lavaggi. Tali caratteristiche la rendono infine una fibra molto versatile, impiegata tanto per l’abbigliamento intimo quanto per abiti eleganti e alla moda. La fibra di latte è leggera (presenta un peso inferiore del 10% rispetto alla seta e del 13% rispetto al poliestere), anallergica, antibatterica e traspirante, garantisce un rapido assorbimento del sudore lasciando il corpo fresco e asciutto grazie alle sue proprietà termo-regolatrici. Gli amminoacidi del latte che restano all’interno della fibra stessa, si prendono cura della la pelle, anche della più delicata, nutrendola a idratandola. Il tessuto realizzato con in filato di latte si presenta particolarmente piacevole, ha una mano morbidissima, un aspetto luminoso, è leggero, soffice e mantiene le sue caratteristiche anche dopo numerosi lavaggi. La lavorazione dei capi è svolta nel rispetto dell’ambiente e anche il packaging è ecosostenibile. È possibile acquistare la capsule – collection “I Love Fashion” sul sito DueDiLatte.